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Spoleto, ex monastero della Stella per 20 anni a UniPg: la pratica passa in Consiglio

Dal Consiglio via libera a maggioranza alla concessione in comodato d’uso gratuito per i due centri di ricerca Cedipa e Curi

01 Maggio 2026, 11:00

Spoleto, ex monastero della Stella per 20 anni a UniPg

Una porzione dell’ex monastero della Stella concessa per 20 anni in comodato d’uso gratuito all’Università degli studi di Perugia per il Centro di ricerca per la digitalizzazione del patrimonio (Cedipa) e il Centro umbro ricerca e innovazione (Curi), entrambi finanziati con circa 14 milioni di euro con fondi del Piano nazionale complementare “Next Appennino”, il cosiddetto Pnrr sisma. La pratica, accompagnata dallo schema di Accordo quadro, è stata approvata ieri pomeriggio a maggioranza dal consiglio comunale, che circa tre anni fa aveva già dato il via libera a una prima versione del “patto” tra l’ente locale e l’ateneo, che aveva una durata di 6 anni e ora viene elevata a 20 anni.

Nel frattempo, comunque, era il 23 dicembre 2024, il Comune ha anche acquisito dall’Agenzia del Demanio la piena disponibilità dell’ex monastero della Stella. In questo senso, negli atti si legge che il 30 gennaio 2026 è stata l’Università di Perugia a chiedere di “integrare ed estendere la durata del contratto”. All’origine dell’istanza dell’ateneo “l’esigenza di realizzare una cabina elettrica di media-bassa tensione e di allestire altri spazi tecnologici”, che portano con sé “lavori di manutenzione straordinaria sia di tipo edile che impiantistico” da eseguire nell’area dell’ex monastero della Stella, recentemente recuperato con un cantiere da 3 milioni di euro finanziato dalla Regione 10 anni fa.

In questo quadro, in delibera si legge che l’Università “sosterrà importanti investimenti economici nelle sedi di Perugia e Spoleto per complessivi 5.029.400 euro” finanziati col Pnrr sisma, motivo per cui l’ateneo “ha chiesto di integrare ed estendere la durata del contratto di comodato d’uso gratuito dell’ex monastero della Stella”.

L’investimento dell’ateneo è stato al centro di una gara scaduta nel settembre scorso, in cui si spiega che il Cedipa dovrà essere dotato di “un’infrastruttura Ict (information and communication technology)” con “necessità di calcolo stimate nell’ordine del migliaio di core ad alte prestazioni, delle decine di Gpu e dei petabyte di storage”, è scritto nella scheda di sintesi della gara.

In questo quadro, emerge che il Cedipasi avvarrà di due locali tecnici Ced (centro elaborazione dati)”, di cui “il principale a Spoleto”, che “sarà posizionato all’interno di una struttura storica soggetta ai vincoli”, ossia l’ex monastero della Stella”, mentre il “Ced secondario sarà posizionato a Perugia, nel polo di Ingegneria”, è sempre scritto nella scheda di sintesi del procedimento.

In aula, durante la discussione, il sindaco ha alzato il tiro, dicendo che “l’obiettivo strategico” è “realizzare in città un dipartimento di Architettura”, mentre Giancarlo Cintioli (Insieme per Spoleto) ha replicato dicendo che “stiamo discutendo del nulla, questa è solo l’ennesima targa che il sindaco mette in città”. A dare il via libera sono stati i 14 consiglieri di maggioranza, voto contrario è stato espresso dai tre di Insieme per Spoleto (Cintioli, Loretoni e Piccioni) e altrettanti dai banchi dell’opposizione hanno optato per l’astensione (Catanossi, Imbriani e Profili).

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