Attualità
È uno dei primi esempi italiani di applicazione di una specifica tecnologia su un edificio pubblico medievale del XIII secolo. È anche uno degli interventi più rilevanti nel contesto della ricostruzione post sisma 2016. Una tecnologia che comprende 67 dispositivi di isolamento che consentono di ridurre fino a 8-10 le accelerazioni sismiche. Tutto questo è stato adottato per il recupero del Palazzo comunale di Norcia, che domani tornerà fruibile dopo quasi 10 anni e al termine di un intervento di restauro e adeguamento sismico dall’elevato valore innovativo.
Alla cerimonia del taglio del nastro, domani alle ore 12, parteciperanno il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il sottosegretario al ministero dell’Interno, Emanuele Prisco e il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera.
L’intervento, del valore complessivo di 7 milioni e 370 mila euro, restituisce alla comunità uno dei principali simboli identitari della città, profondamente segnato dal sisma del 2016, trasformandolo al tempo stesso in un caso di riferimento internazionale per la sicurezza del patrimonio storico.
Il complesso monumentale è stato infatti oggetto di un avanzato intervento di isolamento sismico alla base, tecnologia che consente di "separare l’edificio dal terreno", riducendo drasticamente le sollecitazioni trasmesse durante un terremoto. Il sistema permette all’edificio di assorbire spostamenti fino a 41 centimetri, assicurando al contempo la conservazione degli elementi architettonici e decorativi. L’intervento, recentemente premiato a livello internazionale nell’ambito dei Global Design and Innovation Awards 2025, rappresenta oggi una best practice per la tutela del patrimonio storico in aree ad alta sismicità e un modello replicabile a livello nazionale e internazionale. "Restituire alla comunità di Norcia il Palazzo Comunale – afferma il commissario Castelli – significa molto più che completare un’opera pubblica, è anche dimostrare che è possibile coniugare tutela della storia e innovazione tecnologica. Si tratta certamente di una delle opere che meglio rappresentano quel modello di ricostruzione e riparazione economico e sociale, fondato su innovazione e sostenibilità, che ha dato vita al laboratorio Appennino centrale".
Per il sindaco Boccanera, non si tratta soltanto della restituzione di un edificio simbolico "ma del ritorno alla piena funzionalità di uno dei luoghi identitari della nostra città, la ‘casa’ della comunità nursina – dice – grazie a un intervento di straordinaria complessità e innovazione, il Palazzo è oggi più sicuro e più moderno, senza per questo perdere la sua storia e la sua bellezza. Norcia diventa un modello internazionale di resilienza e di capacità di rinascita".
Il terremoto del 30 ottobre 2016 evidenziò tutte le vulnerabilità del complesso, con danni concentrati soprattutto nella connessione strutturale tra le diverse parti dell’edificio. In queste zone si sono verificati crolli e gravi lesioni e le sollecitazioni hanno prodotto forti tensioni nelle giunzioni, con fessurazioni diffuse e cedimenti locali. Più contenuti i danni nel resto dell’edificio. Per superare queste criticità è stato adottato l’isolamento sismico alla base, soluzione che riduce drasticamente le accelerazioni trasmesse all’edificio, proteggendo anche gli elementi architettonici. A differenza degli approcci tradizionali, basati sul rinforzo, questa strategia riduce la domanda sismica.
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