Attualità
L'area edificabile a Madona di Lugo comprende circa 10 mila quadri di terreni
Tar dell’Umbria il caso dell’edificabilità dei terreni di Madonna di Lugo, circa 10 mila metri quadrati, su cui è tornato esprimersi un anno fa il consiglio comunale, che ha dato il via libera con una sorta di “correttivo” introdotto dalla mozione del consigliere Daniele Filippi (Civici umbri). Sulla travagliata vicenda urbanistica, infatti, l’avvocato Massimo Marcucci ha presentato un nuovo ricorso al Tar dell’Umbria, che ieri ha depositato la prima “sentenza non definitiva”: in aula si tornerà l’ottobre prossimo per esaminare nel merito gli atti del consiglio comunale votati alla fine del marzo 2025 e impugnati dal legale, che ne ha chiesto l’annullamento per conto dei proprietari dell’area.
Con la pronuncia depositata ieri, comunque, il collegio dei giudici amministrativi (presidente Ungari) ha rigettato la domanda di ottemperanza presentata in via principale dall’avvocato Marcucci, confermando quindi come gli atti approvati dal consiglio comunale del marzo 2025 siano sufficienti a dare gambe alla sentenza emessa nel novembre 2024 dallo stesso Tar dell’Umbria sulla variante al Piano regolatore generale.
La pronuncia arrivata un anno e mezzo fa, per semplificare una vicenda complessa, salvava lo strumento urbanistico approvato per stralci nel marzo 2020, ma di fatto ordinava al consiglio comunale di rivotare la pratica sull’edificabilità dei terreni di Madonna di Lugo richiesta dai proprietari dell’area (tecnicamente si tratta di un’osservazione). La nuova votazione è stata sollecitata dal Tar con sentenza, perché nel 2020 tutti i 19 consiglieri presenti in aula si sono astenuti sulla pratica, con l’ufficio di presidenza dell’assemblea che ha considerato “non accolta l’osservazione”, quando invece per i giudici l’esito era da considerarsi infruttuoso.
Per questo motivo la pratica sui terreni di Madonna di Lugo è riapprodata in aula nel marzo del 2025, col consiglio comunale chiamato a esprimersi nuovamente sulla trasformazione urbanistica dei terreni di Madonna di Lugo da agricoli a edificabili. Una pratica, questa, che ha spaccato la maggioranza tanto che la prima votazione è finita con un pareggio (11 favorevoli, altrettanti contrari e due astenuti) ed è stata quindi riportata in consiglio il 28 marzo quando l’approvazione (13 voti favorevoli e 9 contrari) è stata centrata dopo il via libera alla mozione di Filippi.
L’atto in questione impegna la giunta sia a istituire il vincolo di tutela paesaggistica su un’area di 17 ettari in località Madonna di Lugo che ad assegnare a 4.300 mq dei 10 mila mq un basso indice di edificabilità con l’intento di limitare la futura cementificazione. Da qui le censure formulate in via subordinata dall’avvocato Marcucci, che contesta il “difetto di motivazione ed eccesso di potere per difetto di istruttoria, contraddittorietà, illogicità, disparità di trattamento e ingiustizia manifesta, violazione del principio di non aggravamento”. Ed è ora su questo che si concentrerà l’esame del Tar nell’ambito del procedimento, che si aprirà a ottobre.
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