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Norcia, festa grande per San Benedetto: dopo l'arrivo della Fiaccola, il pontificale di nuovo nella basilica dopo 10 anni

L'arcivescovo Boccardo: “Preghiamo per una pace disarmata e disarmante". Alle celebrazioni anche la presidente Proietti: "Da Norcia un richiamo alla pace e a ritrovare il senso dell'unità europea più profonda"

22 Marzo 2026, 12:05

Norcia, festa grande per San Benedetto: dopo l'arrivo della Fiaccola, il pontificale di nuovo nella basilica dopo 10 anni

Dopo un viaggio lungo 320 chilometri nel quale ha attraversato le città legate nel nome di san Benedetto, partendo da Cassino e passando per Subiaco e Rieti, venerdì è arrivata a Norcia la Fiaccola benedettina Pro pace et Europa una. Ad attenderla fedeli, istituzioni civili e religiose e i bambini della città con le fiaccole di carta realizzate a scuola. Con le luci del centro storico spente e i rintocchi delle campane ad accompagnarla, la fiaccola è arrivata scortata, come per tutto il suo cammino, dai tedofori dei gruppi podistici delle tre città per poi essere accolta dal sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera e all’arcivescovo di Spoleto – Norcia, monsignor Renato Boccardo. “L'arrivo della fiaccola benedettina ogni anno ci offre un'occasione preziosa – ha detto Boccanera - quella di fermarci, riflettere e interrogarci sul tempo che stiamo vivendo. La fiaccola ha il significato, come San Benedetto ci ha insegnato, di portare un messaggio di pace e dobbiamo lavorare perché questo possa essere realizzato”.

Le celebrazioni sono proseguite ieri, a partire dal Solenne Pontificale che dopo 10 anni si è tenuto nuovamente nella Basilica distrutta dal terremoto del 30 ottobre 2016, ricostruita e riaperta al culto lo scorso 31 ottobre. Messa presieduta da monsignor Renato Boccardo e concelebrata da numerosi sacerdoti diocesani. Molti i fedeli presenti e nutrita la presenza delle autorità civili, tra cui la presidente della giunta regionale Stefania Proietti e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti.

San Benedetto nella Regola dice che il dovere del discepolo è di tacere e ascoltare – ha detto l'arcivescovo - oggi il silenzio è forse la virtù più fraintesa e la più temuta. Lo si confonde con il vuoto, con l'assenza, con la sterilità. Ma il silenzio vero è l'opposto del nulla, è pienezza”. E non poteva mancare un riferimento ai conflitti in atto: “In un momento che ci porta a pensare che tutti siano contro tutti, - ha detto in un passaggio - da questo luogo così significativo noi vogliamo oggi elevare a Dio una corale preghiera per una pace “disarmata e disarmante” e manifestare la ferma volontà di non essere contro nessuno e di vivere ed essere a favore di tutti”.

“Da Norcia si leva forte un richiamo alla pace, a ritrovare il senso dell’unità europea più profonda, a riconoscere il valore della persona. È questa la forza del messaggio benedettino ed è questa la responsabilità che Umbria vuole portare avanti con determinazione” ha detto la presidente Proietti, intervenuta in occasione delle celebrazioni, sottolineando come nel messaggio del Santo “si ritrova ancora oggi una lezione di umiltà, responsabilità e visione, capace di parlare a un continente che ha bisogno di rinsaldare le basi più profonde e i propri valori fondanti”.

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