Attualità
Villa Redenta
Dopo diciotto anni è stata scritta la parola “fine” sulla tormentata storia della Scuola di Alta Cucina di Villa Redenta. Il consiglio comunale di Spoleto, infatti, ha votato all'unanimità “la chiusura definitiva della Fondazione Scuola di Alta Cucina di Villa Redenta secondo le risultanze finali della relazione in data 13 novembre 2025 del Commissario liquidatore della Fondazione”, è scritto, tra le altre cose, in una delibera comunale.
E a titolo di quello che è una sorta di rimborso spese sostenute dalla Provincia di Perugia in questi 18 anni in cui quella struttura non ha praticamente mai funzionato, è stata presa una decisione che appare quanto mai singolare. Ed è quella di “trasferire la proprietà del Blocco Cottura Royal Eco Ovale serie 4417” – è scritto ancora nella delibera - a saldo e stralcio delle spese sostenute dalla Provincia di Perugia, anche per conto del comune di Spoleto, per la chiusura della liquidazione della Fondazione. Una cucina, ai tempi, altamente professionale che è rimasta lì, in quei locali di una delle strutture comprese nel parco di Villa Redenta, e che a parte in qualche sporadico caso nei primi anni di attivazione, non ha mai funzionato per lo scopo per cui fu acquistata nel 2006 per circa 150 mila euro (ma oggi valutata poco più di 40 mila).
Tutto ha inizio 5 anni prima dell'inaugurazione della struttura avvenuta nel 2008. Quando cioè il Comune di Spoleto e la Provincia di Perugia diventano soci fondatori “della Fondazione Scuola di Alta Cucina” – è scritto sempre nella delibera comunale - presso il complesso di Villa Redenta, come riportato nell’atto costitutivo della Fondazione del 2 gennaio 2003, la cui istituzione ha avuto le finalità di promuovere la cultura dell’alta cucina e della sana e corretta alimentazione, la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione, la specializzazione di operatori, nonché la promozione delle professionalità del settore dell’alta cucina. Nella sua costituzione la Provincia di Perugia ha conferito l’uso gratuito della sede della Fondazione per tutta la durata della stessa, il Comune di Spoleto gli arredi necessari per le funzioni della Fondazione nonché l’allestimento della scuola di alta cucina, comprese le attrezzature necessarie per lo svolgimento delle attività della scuola.
Così, a settembre 2008, arriva l'inaugurazione con la nomina a direttore tecnico dell'accademia di Gianfranco Vissani. Ma passano solo 3 anni e a ottobre 2011 “l'assemblea dei soci della Fondazione delibera la messa in liquidazione amministrativa della Fondazione medesima” – si legge ancora nella delibera - nominando due commissari liquidatori, uno per ciascun ente di appartenenza, Provincia di Perugia e Comune di Spoleto.
E da qui inizia il lungo “tira e molla” su quello che sarebbe dovuto essere il destino di una scuola che avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale per l'alta formazione nel campo della cultura eno-gastronomica. Fino all'epilogo di qualche giorno fa, quando è stata scritta la parola “fine” sull'intera e tormentata vicenda.
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