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Spoleto, l'arcivescovo Boccardo benedice i nuovi nati: “A tutti noi questi bimbi chiedono: dateci la luce, non lasciateci crescere nell’ombra”

Tante le famiglie che hanno raggiunto il Duomo per la celebrazione dedicata ai nati nel 2025

02 Febbraio 2026, 13:53

Spoleto, l'arcivescovo Boccardo benedice i nuovi nati:  “A tutti noi questi bimbi chiedono: dateci la luce, non lasciateci crescere nell’ombra”

Duomo pieno di famiglie in occasione della messa dedicata ai bambini nati nel 2025. Un momento per celebrare la vita e le nuove generazioni di Spoleto, presieduto ieri dall’arcivescovo della Diocesi locale Renato Boccardo che, all’ingresso della Cattedrale, ha personalmente accolto ogni genitore e benedetto i piccoli dentro i passeggini.

Quando Dio ha voluto venire incontro all’umanità - ha detto nell’omelia - non ha scelto i forti o i potenti bensì ciò che è debole, un bambino. Gesù, nato nella povertà e nell’indigenza, non ha mai avuto posizioni di forza, è vissuto con discrezione, nel rispetto e nell'accoglienza di chi gli stava attorno”. Valori e concetti che, adesso, andranno tramandati e trasmessi. “Con l’arrivo di un figlio tutti gli equilibri devono essere rivisti. Il ritmo della vita quotidiana e di quella notturna cambia. Noi siamo qui oggi - ha affermato monsignor Boccardo - per celebrare il dono che avete ricevuto, guardare con trepidazione a queste creature e affidarle alla provvidenza di Dio. Avete dato alla luce questi bimbi, frutto del vostro amore, ma ora è necessario fare un passo ulteriore: dare a loro la luce che illumini ed indichi il cammino. Dove possiamo trovarla? Negli esempi di chi ci sta vicino, soprattutto in casa, e nelle scelte che queste persone operano con coerenza e fedeltà. La troviamo nel desiderio di una vita bella e piena, anche se gli strumenti che utilizziamo per raggiungerlo non sempre sono quelli buoni e per questo dilagano nel mondo violenza ed odio. La troviamo finalmente in Gesù che ci esorta a custodire un cuore buono, a perdonare, a cercare la verità e la giustizia. A tutti noi che siamo qui, genitori ed educatori, questi bambini ci chiedono: dateci luce, non lasciateci crescere nell'ombra e nella paura. La speranza è che possano crescere al meglio e portare frutto, come peraltro viene richiesto a noi adulti”.

Al termine della liturgia, concelebrata dal vicario generale don Sem Fioretti e dal cappellano dell’ospedale di Spoleto Dino Pallucchi ed animata dal coro della chiesa di San Filippo e da quello composto dal personale della direzione medica del presidio di Spoleto diretti da Beatrice Bernardini, i presenti sono poi usciti nel piazza antistante la chiesa per lanciare in cielo palloncini blu e rosa.

Li facciamo partire - ha affermato l’Arcivescovo - con il nostro desiderio di pace, di giustizia e di libertà per il mondo intero, in particolare per i bambini di Gaza, dell’Ucraina, della Russia e tutti gli altri Paesi che soffrono per la guerra e per la violenza. Un gesto di tenerezza, per non farli sentire abbandonati”.

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