Norcia
La presentazione a Roma del Rapporto del Censis Il Cammino in divenire della Civitas Appenninica
La “Civitas Appenninica”, con Norcia città capofila, si candida ufficialmente a Capitale della Cultura europea per il 2033. È un territorio ampio e organico, quello intorno al cratere del sisma 2016, distribuito su 4 regioni: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Ha un'offerta multipolare. È il cuore dell'Italia centrale. E Norcia, città di San Benedetto, patrono d'Europa, ne abbraccia ed unifica i grandi valori.
Come spiega il Rapporto del Censis “Il Cammino in divenire della Civitas Appenninica”, presentato a Roma nella sede dell'agenzia di stampa Adnkronos, la designazione nasce dall'esigenza di restituire una mappatura ragionata del capitale materiale e spirituale di questa macro-area con l'obiettivo di fornire una base conoscitiva solida e articolata e delinearne le caratteristiche culturali e identitarie. E, dunque, la candidatura di Norcia trova il suo fondamento in una visione che travalica i confini amministrativi del singolo Comune.
All'incontro, fra gli altri, erano presenti il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, e Andrea Toma, responsabile Area Economia del Censis.
L'anno 2033 è, peraltro, anche quello del Giubileo straordinario della Chiesa Cattolica per il 2000° anniversario della Redenzione. Coincidenza benaugurante. Perché Norcia e la Civitas Appenninica hanno mostrato nel tempo il loro concreto impegno per la solidarietà e la riconciliazione. Un fatto di grande significato. Che darà un ulteriore impulso all'area. Grazie anche ad un'altra centralità: quella dell'Umbria in tema di grandi santi, dato molto ben specificato dal Rapporto Censis.
Ma quali sono i numeri principali della Civitas Appenninica che compongono un inestimabile patrimonio storico, artistico, culturale e religioso custodito nell'area del cratere del sisma del 2016? Si tratta di un territorio di 8 mila chilometri quadrati che comprende 546 comuni situati in 11 province di 4 regioni. Zone che, dopo anni di forti difficoltà, stanno rinascendo grazie al cambio di passo impresso alla ricostruzione e alla strategia di riparazione economica e sociale.
Quella della Civitas Appenninica è una “candidatura diffusa” che ha un'attrattiva originalità per un'area abitata da una popolazione accomunata da rapporti millenari. Legami che travalicano i confini tracciati dalla mano dell'uomo e che vedono la città di Norcia come una riconosciuta città guida. “Questa candidatura canalizza”, è stato detto nel corso della conferenza stampa, “il desiderio di futuro dell'Appennino centrale e la volontà di accelerare ed accrescere ulteriormente le prospettive di sviluppo”. Tra i dati del Rapporto Censis emergono, come possibili elementi di ampia offerta, 14 centri storici uniti da 8 cammini, 479 musei (102 nel Cratere), 437 biblioteche (73 nel Cratere), 11 università (7 nel Cratere). E ancora, 3.49 imprese culturali (666 nel Cratere), 3,5 milioni di visitatori nei musei (nel 2022), 245 mila utenti delle biblioteche, 679 Pro Loco (162 nel cratere), 31 cooperative di comunità.
Il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, ha sottolineato che “Civitas Appenninica” non è una formula “tracciata sulla mappa”. Esprime, invece, ha chiarito, “le profonde radici e l’essenza culturale dell’Appennino centrale, in particolare dei nostri borghi feriti dal sisma del 2016”. “Queste tenaci comunità, pur tra numerose difficoltà, hanno saputo rialzarsi e oggi la candidatura a Capitale europea della cultura diventa la sfida di un “popolo” che vede in questo progetto un’occasione di riscatto e l’opportunità di darsi un nuovo futuro".
Giuliano Boccanera, Sindaco di Norcia, ha detto che il Rapporto Censis “rappresenta un utile strumento di cui ci potremo avvalere nei mesi e anni a venire”. Norcia, ha affermato, “è onorata di guidare la candidatura della Civitas Appenninica a Capitale Europea della Cultura 2033”.
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