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MONDO VINO

Viandante del Cielo: dove il lago Trasimeno sussurra l'anima del vino

( Informazione promozionale ) Tra terrazze mistiche e brezze lacustri, un viaggio nel vino umbro che unisce cieli e terre

Sofia Morgan

15 Aprile 2026, 14:55

Viandante del Cielo: dove il lago Trasimeno sussurra l'anima del vino

Immaginate di salire su uno sperone roccioso che incorona il cielo, con il Lago Trasimeno ai vostri piedi come un specchio antico che riflette millenni di storia. Siamo a Passignano sul Trasimeno, sponda nord del quarto lago più grande d’Italia, dove la vite affonda le radici da epoche etrusche. Quegli antichi popoli insegnarono ai Romani i segreti della fermentazione, e nel Medioevo l’Umbria si vestì di santi e mistici. San Francesco d’Assisi si innamorò di questa terra, trovandovi ispirazione sull’Isola Maggiore, la gemma più grande del lago. Da lassù, dal punto più alto della tenuta Viandante del Cielo, la vista è un’epifania: il convento dei Frati Cappuccini del XVI secolo veglia come un guardiano celeste.

Qui, su 24 ettari di un feudo privato ed esclusivo, 4 ettari di vigneti si arrampicano su strette terrazze affacciate sul lago, tra i 330 e i 370 metri sul livello del mare, esposti a sud-sudovest. Il microclima è un sortilegio del Trasimeno: 124 chilometri quadrati di acqua bassa (meno di 6 metri di profondità massima) che si raffredda di giorno e si riscalda dolcemente di notte, mitigando gli sbalzi termici e avvolgendo l’aria di umidità benefica anche nelle estati più ardenti. Brezze serali salgono dal lago, smorzando il calore solare, mentre le viti – dense a 10.000 per ettaro – competono per nutrienti in un terreno unico: depositi argillosi lacustri del Pleistocene misto a arenarie e marne dell’Oligocene-Miocene, con frammenti di roccia calcarea che infondono tensione, profondità e carattere ai vini.

Radici transoceaniche e maestri del vino

Viandante del Cielo nasce nel 2010 dalla Skywalker Vineyards, gruppo californiano proprietario anche di tenute in Provenza e California. Il nome? È la traduzione italiana di "Skywalker", un ponte tra le radici stellari d’oltreoceano e l’energia spirituale di questa terra umbra. Il progetto ha chiamato a sé talenti leggendari: gli enologi pluripremiati Maurizio Castelli e Mery Ferrara, che hanno guidato l’evoluzione fin dal principio, e Gabriele Gorelli, primo italiano a conquistare nel 2021 il titolo di Master of Wine. Insieme, hanno scolpito un vigneto su misura per il terroir: Cabernet Sauvignon sulle terrazze superiori, dure e povere di arenaria compatta sotto il convento; Merlot più in basso, in suoli umidi; varietà autoctone umbre – Ciliegiolo, Foglia Tonda, Pugnitello, Sanforte e Canaiolo – su pendii sabbiosi e calcarei a nord; Chardonnay e Grechetto riparati e freschi, in simbiosi perfetta.

La filosofia è un inno alla permacultura: cantina biologica certificata, cure filare per filare, foglia per foglia, grappolo per grappolo. Le viti, impiantate in media nel 2012, crescono indisturbate, in armonia con la natura. La cantina, completata nel 2020, è un edificio elegante e affusolato, incastonato nella collina per minimo impatto visivo e massima efficienza: qui, i vini fermentano e maturano in vasche di cemento su misura, "intorno ai vini e non viceversa".

I tre volti di Viandante: vini che narrano il cielo e il lago

Da questo abbraccio tra terra, lago e cielo nascono tre etichette che catturano l’essenza del luogo, con una produzione attuale di 22.000 bottiglie annue (obiettivo 40.000), equamente divise tra Italia e estero – USA, Giappone, Svizzera, Germania, Francia.

  • Viandante: 80% Cabernet Sauvignon e 20% Merlot. Dalle terrazze alte, nasce un rosso potente e strutturato, con note di frutta matura, spezie e quella tensione calcarea che evoca il vento del lago. Un viandante cosmico, una connessione tra mondi.

  • Pristinvm: 70% Ciliegiolo con 30% Foglia Tonda, Pugnitello e Canaiolo. Radici umbre pure, su suoli sabbiosi: fresco, elegante, con aromi di ciliegia selvatica, erbe aromatiche e un finale minerale che sussurra storie etrusche.

  • Lungolago: 60% Chardonnay e 40% Grechetto. La stella bianca, protetta dal convento: croccante, con sentori di agrumi, fiori bianchi e un velo cremoso dal microclima umido. Un sorso di brezza lacustre, luminoso come l’alba sul Trasimeno.

Scopri di più sul sito ufficiale della cantina www.viandantedelcielo.com

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