MONDO VINO
Nella zona di Bardano, a pochi chilometri da Orvieto e dalla storica Castel Viscardo, terra che fin dal XVI secolo ha legato il suo destino alla lavorazione dei laterizi, opera la fornace Cotto del Castello, un presidio di artigianalità che oggi, in un’epoca dominata dalla velocità industriale e dai materiali sintetici, rappresenta un’eccellenza rara nel panorama dell’architettura e del restauro. Il "cotto fatto a mano" non è semplicemente un prodotto edilizio; è il risultato di un’alchimia che vede protagonisti i quattro elementi della natura: la terra (argilla di profondità locale), l’acqua necessaria per l’impasto, l’aria per l’essiccazione naturale e il fuoco, alimentato nei forni a legna per la cottura finale. Presso Cotto del Castello, ogni singolo pezzo viene ancora plasmato manualmente. Questo processo conferisce al manufatto caratteristiche estetiche e fisiche impossibili da replicare in serie: ogni mattone, ogni pianella o esagono possiede sfumature uniche, una texture materica vibrante e una porosità che permette al materiale di "respirare". È un prodotto certificato biologico e antigelivo, capace di sfidare i secoli come dimostrano i palazzi storici e i casali che ancora oggi sfoggiano pavimentazioni nate in queste fornaci.

Dal restauro alla bioarchitettura contemporanea
La versatilità del catalogo di Cotto del Castello racconta una storia di adattabilità. I loro prodotti sono la scelta d'elezione per le ristrutturazioni conservative: ville, chiese e conventi richiedono materiali che non tradiscano l'anima dell'edificio. Inserire un cotto industriale in un contesto del '700 significherebbe creare una dissonanza visiva e strutturale; il cotto fatto a mano, invece, dialoga con l'antico, rispettandone la memoria. Tuttavia, sarebbe un errore considerare questo materiale come un reperto del passato. Architetti e designer contemporanei riscoprono il cotto per la sua anima ecosostenibile. In un mondo che punta sulla bioarchitettura, il cotto si sposa magistralmente con il vetro e l'acciaio, creando contrasti caldi e sofisticati. Dalle linee minimaliste dei loft moderni alle pavimentazioni esterne dei bordi piscina, il cotto si trasforma: rettangoli, losanghe, tozzetti e ottagoni diventano strumenti per una progettazione creativa e d'avanguardia. Uno dei punti di forza della produzione risiede nella varietà cromatica naturale, che dipende dalla composizione dell'argilla e dalla posizione dei pezzi all'interno della fornace durante la cottura a legna. Le tonalità spaziano dal Rosato, tipico della zona umbro-toscana, al Rosso intenso, fino al Giallo Stonalizzato, capace di donare una luminosità calda e accogliente agli ambienti interni. Per chi cerca un tocco di eleganza ulteriore, la fornace propone il cotto smaltato. In questo caso, la maestria artigianale si sposta dalla modellazione alla decorazione. Applicati a mano, gli smalti creano riflessi vitrei e trasparenze che rendono il cotto ideale per rivestimenti di cucine e bagni di prestigio, dove la resistenza del materiale incontra la brillantezza della ceramica artistica.

Mantenere viva una produzione interamente manuale e alimentata a legna è una sfida economica e culturale. Mentre altrove la produzione si meccanizza per abbattere i costi, Cotto del Castello sceglie di preservare il "saper fare" dei maestri fornaciai. È una resistenza che premia la qualità: un pavimento in cotto artigianale è "eterno", acquista bellezza con l'usura e diventa parte integrante della storia di chi lo calpesta. La realtà di Cotto del Castello non vende solo laterizi, ma una visione dell’abitare. Scegliere un loro manufatto significa sostenere una filiera corta, ecologica e profondamente italiana, capace di trasformare un semplice impasto di argilla in un'emozione che riveste lo spazio.
Potete visitare il loro sito: https://www.cottodelcastello.it/
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