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MONDO VINO

Dune Bianche: dalla Basilicata all’Umbria

(Informazione promozionale) Il progetto di Giampiero Diruggiero riscrive le regole del vino artigianale tra calanchi, sabbie e fermentazioni spontanee

Emma Lapis

19 Marzo 2026, 10:42

Dune Bianche: dalla Basilicata all’Umbria

C’è un’Italia che non corre, ma cammina. Un’Italia che non produce, ma coltiva. È l’Italia dei "vignaioli di ritorno", giovani enologi che, dopo aver girato le cantine blasonate del Nord, scelgono di tornare al Sud o di fermarsi nel cuore verde del Paese per ascoltare la terra, invece di piegarla. È in questo solco che nasce Dune Bianche, il progetto vitivinicolo di Giampiero Diruggiero, una realtà che è prima di tutto una dichiarazione d’amore per le radici e una sfida alla standardizzazione del gusto. Il nome "Dune Bianche" non è un riferimento esotico, ma una dedica geografica e sentimentale. Nasce a Sant'Arcangelo, in provincia di Potenza, nel cuore di quella Basilicata aspra e lunare dominata dal Parco dei Calanchi. Qui, dove il bianco delle argille modellate dal tempo crea un paesaggio quasi metafisico, Giampiero ha iniziato nel 2019 a dare voce a un territorio spesso dimenticato dalle grandi rotte enologiche. Senza vigne di proprietà all’inizio, ma con una fitta rete di collaborazioni con i vecchi contadini custodi del luogo, il progetto ha puntato tutto sul recupero della sapienza rurale. L’idea è semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: lasciare che sia il territorio a parlare, eliminando il superfluo in cantina per preservare l’essenza del vitigno

 

Il ponte tra Basilicata e Umbria

La storia di di questa cantina, però, non si ferma tra i calanchi lucani. La vita, con i suoi intrecci imprevedibili, ha portato Giampiero in Umbria, dove oggi gestisce vigne in affitto tra Cannara e Bettona, in provincia di Perugia. Da questo spostamento è nata una "linea parallela" denominata Due Dune, un ponte liquido che unisce le due regioni. Le uve lucane, monitorate con cura durante tutto il ciclo vegetativo, viaggiano verso l’Umbria per essere vinificate insieme a quelle locali in una cantina a Bevagna. Questo nomadismo produttivo non è un limite, ma una ricchezza. Permette di confrontarsi con suoli e microclimi diversi: dalle argille bianche e polverose della Basilicata alle colline umbre, dove la vite dialoga con l’olivo in un equilibrio millenario. Entrare nel mondo di questa realtà significa accettare il dogma dell’essenzialità. Non ci sono certificazioni biologiche o biodinamiche esposte come medaglie, perché per Giampiero il rispetto per la terra è una pratica quotidiana che precede il timbro burocratico. In vigna si usa solo rame e zolfo; in cantina la mano dell’uomo si fa invisibile. Le fermentazioni sono esclusivamente spontanee, affidate ai lieviti indigeni che vivono sulle bucce. Non ci sono chiarifiche né filtrazioni che spogliano il vino della sua materia. L'anidride solforosa è ridotta al minimo indispensabile, solo prima dell'imbottigliamento, per garantire che il viaggio del vino verso il calice sia sicuro ma integro. Il risultato sono vini "vivi", che cambiano nel bicchiere, capaci di raccontare l’annata con una sincerità che a volte spiazza, ma che sempre conquista.

L’esperienza in cantina: Ospitalità e Territorio

Dune Bianche non è solo una produzione di nicchia, ma un invito alla condivisione. Nella piccola cantina di Bevagna, le degustazioni non sono rituali asettici, ma incontri personali. Giampiero accoglie i visitatori (su prenotazione, data la dimensione artigianale della realtà) per raccontare ogni etichetta: dal carattere minerale e salino dei bianchi alle profondità terrose dei rossi, figli di una viticoltura che non teme le imperfezioni. L’ospitalità si estende poi al Bed & Breakfast La Dolce Vista a Cannara, dove il legame con il territorio diventa totale: dormire tra i vigneti, svegliarsi con lo sguardo sulle colline e concludere la giornata con un calice di Due Dune significa immergersi completamente in questa visione del mondo. In un mercato spesso saturo di prodotti costruiti a tavolino, Dune Bianche rappresenta una boccata d'aria fresca (e di terra vera). È la dimostrazione che il vino artigianale non è una moda passeggera, ma una necessità culturale: quella di preservare l’identità dei luoghi attraverso il gusto. Che arrivino dai calanchi lucani o dalle colline umbre, i vini di Giampiero Diruggiero portano con sé lo stesso messaggio: la bellezza sta nel lasciare che la natura faccia il suo corso, con pazienza e rispetto. Un sorso alla volta.

Per maggiori informazioni visitate il sito: Dune Bianche | vino artigianale

 

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