Politica
Governatrice: Stefania Proietti
I renziani umbri chiedono di cancellare la manovra Irpef da 184 milioni di extragettito in tre anni. Sì perché i conti della sanità sono in ordine, parola di governatrice. Allora la manovra non serve più.sanit Viste le “positive dichiarazioni della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, sul presunto recupero del deficit sanitario e sull’equilibrio raggiunto dalle aziende sanitarie regionali, torna pienamente d’attualità la proposta contenuta nel ‘lodo Italia viva’, presentato nel febbraio 2026”, è scritto in una nota di Italia viva, forza di maggioranza.
Secondo quanto dichiarato dalla presidente, “nel 2025 le quattro aziende sanitarie umbre hanno chiuso complessivamente con un attivo di circa 99 mila euro, dopo un disavanzo che nel 2024 era pari a circa 34 milioni di euro. Un risultato che, se confermato nella sua solidità strutturale, rappresenta un elemento importante e rafforza la necessità di riaprire il tema della pressione fiscale regionale”, scrivono i renziani.
Il lodo Italia viva indicava una strada chiara: mettere in sicurezza la sanità pubblica umbra senza trasformare l’aumento dell’addizionale Irpef in una scelta permanente. Dopo gli annunci della Regione e dopo l’avvio di strumenti di controllo della spesa, “quella proposta appare ancora più realistica”.
“È importante - evidenzia Iv - che la Regione abbia messo in campo una cabina di regia per il governo della spesa sanitaria, un monitoraggio mensile dei conti aziendali, la centralizzazione degli acquisti e una riorganizzazione delle reti assistenziali. Si tratta di misure significative, che vanno nella direzione da noi indicata: controllare la spesa, eliminare inefficienze, garantire i servizi e tutelare i Livelli essenziali di assistenza”.
L’aumento dell’Irpef “poteva essere compreso come misura emergenziale in una fase di difficoltà dei conti. Ma se oggi la sanità viene dichiarata in equilibrio, addirittura con un piccolo attivo complessivo, e se esistono strumenti strutturali per evitare il ritorno del disavanzo, quella misura non può diventare una tassa stabile a carico dei cittadini umbri”, sostengono i renziani.
“Famiglie, lavoratori, pensionati e imprese stanno già affrontando una fase economica difficile, segnata dal caro energia, dall’aumento del costo della vita e dalla pressione fiscale nazionale del governo Meloni. In questo contesto, mantenere anche l’aumento dell’Irpef regionale sarebbe una scelta ingiusta e non più necessaria. Proprio per questo chiediamo che la Regione assuma ora un impegno preciso: cancellare dal 2027 l’incremento dell’addizionale Irpef regionale”, si conclude la nota.
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