Il punto
Ok dalla giunta Proietti alle linee guida per il rilascio delle concessioni di acqua minerale del bacino Sangemini, ma è subito polemica con la giunta comunale.
Un provvedimento, atteso da tempo, visto che le concessioni sono scadute il 31 dicembre del 2024, e che ora l’esecutivo regionale ha approvato su proposta dell’assessore Thomas De Luca. Si tratta delle indicazioni strategiche e gestionali per la predisposizione dell’avviso relativo alla procedura di evidenza pubblica per una serie di concessioni di alto rilievo, tra cui Sangemini, Antiche Sorgenti Umbre-Fabia, Fonte Aura e Grazia Sorgenti di Acquasparta.
Viene così applicata, per la prima volta, la nuova disciplina regionale che introduce il metodo della gara pubblica.
“Con questo provvedimento - fa sapere l’assessore Thomas De Luca - definiamo un quadro chiaro ed innovativo di criteri che mette al centro l'interesse pubblico, la dignità del lavoro e il rispetto dell'ambiente”. Nel dettaglio, la delibera fissa alcuni pilastri strategici, in primo luogo la tutela occupazionale.
Gli operatori economici dovranno impegnarsi a utilizzare tutti i lavoratori già impiegati dal concessionario uscente.
Sono previsti inoltre meccanismi di premialità per le offerte che proporranno un ulteriore incremento dei livelli occupazionali. Poi la sostenibilità ambientale e l’economia circolare. La Regione dell’Umbria sottolinea che premierà “i progetti volti alla riduzione dei rifiuti, con particolare favore per l'uso del vetro e l'introduzione del sistema del deposito cauzionale”.
Di tutt’altro avviso il sindaco di San Gemini, Luciano Clementella. “La giunta regionale - afferma - chiude pregiudizialmente le porte al progetto terme, rifiutando ogni confronto.
Sono mesi e mesi che chiedo un incontro congiunto con la presidente Proietti, gli assessori De Luca e Meloni ed i dirigenti regionali per affrontare insieme il tema del bando per la concessione delle acque minerali in modo da prevedere anche un utilizzo termale che avrebbe enormi ricadute economiche, turistiche ed occupazionali.
Nei tempi di massima produzione - ricorda - venivano imbottigliate circa 200 milioni di bottiglie mentre oggi siamo a circa la metà.
Il progetto terme potrebbe essere dunque fortemente sinergico con la parte industriale e non conflittuale. Ma le nostre richieste sono state ignorate”.
Per il Comune va bene la tutela occupazionale ed il suo possibile incremento, così come la sostenibilità ambientale, ma la giunta regionale - denuncia il sindaco - “fa orecchie da mercante sulle terme che per essere avviate hanno bisogno della materia prima: l’acqua termale”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy