UMBRIA
Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile (per motivi procedurali) il ricorso presentato dalla Regione Umbria contro il dimensionamento scolastico per l'anno 2026/2027. Fabio Barcaioli, assessore all'Istruzione della Regione Umbria, ha commentato: “Il procedimento non è chiuso - chiarisce Barcaioli - presenteremo memoria di controdeduzioni. Resta sorprendente, e inappropriato, che stia circolando un parere del Consiglio di Stato che non affronta la sostanza della questione, ma si limita a valutare aspetti formali o procedurali. Detto ciò, un parere diverso avrebbe offerto una speranza nella battaglia contro i continui tagli al sistema scolastico imposti dal Governo Meloni”.
La Regione contesta tagli agli organici e decisioni centrali scollegate dai bisogni reali delle scuole umbre. In particolare, il dimensionamento imposto dal Governo penalizzerebbe territori come Città di Castello, dove l'istituto protagonista del dimensionamento non esiste a causa di un cantiere fermo per inadempienze contrattuali. Barcaioli sottolinea come, invece di affrontare queste criticità, la destra locale scelga di esultare per tagli e riduzioni. “È inaccettabile - aggiunge l'assessore - che chi dovrebbe avere a cuore l'istruzione regionale scelga di gioire davanti a decisioni che penalizzano i nostri studenti. La politica non può piegarsi agli interessi di partito a scapito della scuola pubblica”.
“Noi siamo dalla parte della scuola umbra - conclude Barcaioli - e questo ricorso è uno strumento essenziale per difenderla. Era una battaglia che andava intrapresa e, indipendentemente dall'esito, continueremo a lottare. Chi oggi esulta per un pronunciamento che sembra negativo, ma è ancora tutto da vedere, esulta contro l'Umbria. Noi continueremo a intervenire, proporre soluzioni e sostenere la scuola pubblica finché ogni istituto, ogni docente e ogni studente e ogni studentessa non riceveranno le risorse e l'attenzione che meritano”.
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