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Le sfide del Mercosur e le tariffe: i temi sviscerati dal primo panel del Forum in Masseria

L’apertura dei mercati internazionali e gli effetti del cambiamento climatico impongono innovazione

21 Febbraio 2026, 11:40

Le sfide del Mercosur e le tariffe:  i temi sviscerati dal primo panel del Forum in Masseria

Le storture del Mercosur, le barriere tariffarie, la concorrenza sleale sui prodotti tipici e le barriere tariffarie. Di mezzo c’è il cambiamento climatico.

Sono i temi sviscerati dal primo panel del Forum in Masseria winter edition, edizione 2026, organizzato da Bruno Vespa e Comin&Partners alle Terme di Saturnia. L’apertura dei mercati e la crescente competitività internazionale impongono alle imprese maggiore innovazione, sostenibilità e capacità di adattamento. Allo stesso tempo, eventi climatici estremi, scarsità idrica e transizione ecologica richiedono investimenti strutturali e strategie di lungo periodo. In mezzo ci sono gli agricoltori. Bruno Vespa ne ha parlato con Patrizio Giacomo La Pietra, sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura, Francesca Mariotti, presidente Enea e Matteo Zoppas, presidente Ice.

La Pietra ha esordito ringraziando il governo e il ministro “per il lavoro finalizzato a eliminare le storture di un accordo, il Mercosur, nato 20 anni fa.

“Siamo riusciti ad abbattere dal 10 al 5% gli alert sull’agroalimentare. E sono stati introdotti paletti sulla reciprocità rispetto ai mercati sudamericani, dove i Paesi lì si impegneranno a valorizzare il Made in Italy. Stiamo anche cercando di portare in Italia la dogana europea e abbiamo buone possibilità”. Per Giansanti la possibilità in Sudamerica di utilizzare molecole e prodotti vietati in Europa rende “meno competitivi i nostri prodotti oltre a rappresentare un problema di sicurezza alimentare.

Una bistecca prodotto in Sudameria costa il 30% in meno rispetto alla nostra”, ha spiegato. Di barriere tariffarie moltiplicate e della concorrenza cinese ha parlato Zoppas, sottolineando la forza del marchio, in particolare per i prodotti italiani. Il gap è il cambio monetario. “Si sente solo dire che gli Stati Uniti possano in qualche modo fare un ritorno sui propri passi, ma il vero dazio che noi oggi abbiamo è quello del cambio euro-dollaro che sappiamo che raddoppia quasi il valore del dazio, quindi o lato Stati Uniti - che non sembra siano intenzionati a farlo - ma anche lato Europa, avere qualcosa che ci può aiutare a recuperare il cambio euro-dollaro è più che opportuno”, ha detto Zoppas.

“Nel campo dell’agricoltura il trasferimento dell’innovazione è molto complicato: è importantissimo creare degli ecosistemi dell’innovazione dove centri di ricerca, industria e finanza lavorano insieme, sia con un processo bottom up, cioè a partire dalle esigenze dell’industria, ma anche con un processo di accompagnamento, perché non è detto che un piccolo produttore o un medio produttore abbia anche delle innovazioni tecnologiche già pronte sul mercato", ha spiegato Mariotti. L’innovazione applicata al marchio resta la strada maestra.

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