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POLITICA

Anche a Perugia si apre il dibattito sul referendum giustizia: Nordio e Baldassarre al Teatro del Pavone

17 Febbraio 2026, 13:48

Perugia apre il dibattito sul referendum giustizia: Nordio e Baldassarre al Teatro del Pavone

Carlo Nordio, ministro della Giustizia

Perugia si prepara a ospitare un appuntamento destinato ad accendere il confronto sul futuro della giustizia italiana. Domani, 18 febbraio 2026 alle ore 15.45, al Teatro del Pavone, si terrà l’incontro pubblico dal titolo Referendum Giustizia – Le ragioni del Sì, un’iniziativa promossa per spiegare contenuti e obiettivi della riforma che sarà sottoposta al voto popolare.

A introdurre l’incontro sarà Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte costituzionale, mentre l’intervento centrale sarà affidato al ministro della Giustizia Carlo Nordio, tra i principali sostenitori del progetto di riforma. Un confronto che si annuncia non solo giuridico, ma anche politico e culturale, in un momento in cui il tema della separazione delle carriere e dell’organizzazione della magistratura è tornato al centro del dibattito nazionale.

L’appuntamento perugino rappresenta una tappa significativa del percorso di informazione e mobilitazione che accompagna il referendum. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di offrire ai cittadini strumenti di comprensione diretta su una materia complessa, spesso percepita come distante ma in realtà centrale per l’equilibrio democratico del Paese.

La giustizia, del resto, è uno di quei temi che ciclicamente tornano nel cuore della discussione pubblica italiana: promessa di riforma per molti governi, terreno di scontro politico quasi permanente. L’incontro del Pavone si inserisce proprio in questo solco, con l’ambizione di trasformare una questione tecnica in un dialogo comprensibile e aperto alla cittadinanza.

E sarà anche un banco di prova per misurare il clima dell’opinione pubblica umbra su una riforma che, comunque la si pensi, tocca uno dei pilastri dello Stato. Perché quando si parla di giustizia, in fondo, si parla sempre di fiducia. E la fiducia - si sa - non si vota solo nelle urne, ma si costruisce nel confronto.

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