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Stefano Bandecchi: "Occorre allargare i confini della Zona economica speciale". Chiesto un incontro con la Regione

Per il presidente della Provincia ci sono evidenti disparità tra il Ternano ed il Perugino

17 Febbraio 2026, 14:10

Stefano Bandecchi: "Occorre allargare i confini della Zona economica speciale". Chiesto un incontro con la Regione

Si è parlato anche della Zes nel corso dell’assemblea dei sindaci che si è svolta ieri pomeriggio. Ricordando che in Umbria 34 Comuni nel Perugino hanno ottenuto il riconoscimento di Zona economica speciale e solo 3 in provincia di Terni, e cioè Terni, Narni e San Gemini, il presidente Stefano Bandecchi ha annunciato di aver già scritto al Ministero e di voler organizzare incontri con il presidente dell'Ordine dei commercialisti, con l'Ordine degli avvocati, con le associazioni di categoria e con i Comuni.

Dobbiamo capire la situazione delle nostre aziende e del tessuto economico”, ha detto il presidente Bandecchi.

Tre soli Comuni per la nostra provincia è riduttivo, bisogna ripensare l'applicazione complessiva delle misure, anche perché l'Umbria, lo dicono le previsioni, vedrà un calo economico. Da qui al 2035 infatti il Pil - ha aggiunto - scenderà di un punto l'anno”.

Sempre il presidente, raccogliendo le sollecitazioni dei sindaci, ha suggerito di organizzare un incontro con la presidente della Regione e con l'assessore allo Sviluppo Economico.

Il sindaco di Orvieto Roberta Tardani ha proposto di estendere le misure all'Orvietano e ad altre zone in difficoltà e al momento escluse dalla Zes. Giovanni Montani, sindaco di Acquasparta, ha sottolineato l'opportunità di coinvolgere la Regione. Tutti i sindaci presenti si sono detti d'accordo con il presidente Bandecchi sulla necessità di rivedere l'attuale ripartizione della Zes.

L'assemblea ha anche affrontato la questione dei rischi legati alla peste suina africana (Psa) che può interessare le grandi quantità di cinghiali presenti sul territorio. Portando il punto all'attenzione dell’assemblea, il presidente Bandecchi ha sottolineato che il ruolo della polizia provinciale è fondamentale per le operazioni di abbattimento e la gestione del sistema di selezione.

“La polizia provinciale - ha affermato - sovrintendente e controlla tutte le operazioni di selezione dei cinghiali, ma nelle attuali condizioni questo non è possibile. I rischi correlati alla peste suina diventano così molto rilevanti. La Regione - ha detto il presidente - deve farsi carico del problema e stanziare le risorse necessarie a mettere le polizie provinciali nelle condizioni di svolgere i compiti che le assegnano le normative in materia”.

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