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TERNI

"Pd, iscritti in costante crescita". E sul caso Paparelli, il segretario provinciale Trappolino: "Auspichiamo un confronto"

Di Girolamo: "Ora organismi non decisi solo nel regionale, è un atto di irresponsabilità"

Antonella Lunetti

08 Febbraio 2026, 17:03

"Pd, iscritti in costante crescita". E sul caso Paparelli, il segretario provinciale Trappolino: "Auspichiamo un confronto"

Un dato di iscritti in costante crescita, con valori che pongono Terni come una delle province con l’incremento medio più alto, ben il doppio rispetto alla media nazionale. E poi segnali chiari di impegno e interesse sui temi locali, nazionali e anche del mondo, con manifestazioni ed eventi che hanno registrato consenso e adesione. Uno sguardo al futuro, tra elezioni amministrative, politiche e lo stesso referendum di marzo. Di tutto ciò, ne hanno parlato ieri mattina, nella sede di via Mazzini, i vertici ternani del Pd. Carlo Emanuele Trappolino, segretario provinciale, al tavolo con Leopoldo Di Girolamo, alla guida della segreteria comunale, e poi ancora Laura Dimiziani, neo eletta nel circolo dem di Amelia, e Jonathan Monti, che coordina la segreteria provinciale del partito. Dati alla mano, si è partiti proprio dai numeri: 1.414 iscritti è il risultato del tesseramento 2025, in crescita (del 4%) rispetto ai 1.363 tesserati dell’anno precedente e anche sul totale del 2023, che si attestava a 1.133 iscritti. “C’è un evidente stato di salute del partito. A livello provinciale - ha spiegato Monti - abbiamo circoli nella Top 5: Piediluco, Parrano, Collestatte-Torre Orsina, Marmore-Papigno e Polino. Se la media nazionale degli iscritti è di 3 ogni 1000 abitanti, nella nostra area è addirittura 6, il doppio. L’incremento dei tesserati nel 2025 è stato di circa 50 unità”. E a crescere sono state anche le sottoscrizioni del 2 x Mille: 2300 cittadini che lo hanno sottoscritto.

Si è poi entrati nel merito dei temi e dell’azione politica. Trappolino ha così annunciato il tipo di lavoro che sarà portato avanti. Un lavoro organizzativo e programmatico: “Costruire una politica dei mille rivoli per mettere il partito sempre più in connessione con le persone, con le associazioni, con le organizzazioni sindacali e datoriali, con le imprese. Siamo riusciti a rimettere insieme il Pd - ha sottolineato il segretario provinciale - superando anche limiti interni riscontrati in fase congressuale”. Monti ha sottolineato come sia iniziato di fatto un percorso di ascolto, con l’esigenza di mettere “orecchio a terra” e seguire il sentire reale delle comunità, anche per contrastare il costante calo dell’affluenza alle urne.

A prendere la parola è toccato poi al segretario comunale Di Girolamo. “Vorrei subito sconfessare chi dice che c’è una ‘questione Terni’. Dal 2021 in poi, il Pd è tornato ad essere il primo partito della città punto di riferimento per la coalizione di centrosinistra per il 2028. Il risultato del Pd a livello provinciale è stato di due punti superiore a quello di Perugia, influenzato anche dall’eccellente risultato di Narni. Terni, con il Pd al 30,8%, ha raccolto più di un punto percentuale su Perugia, che veniva dall’elezione della sindaca e non aveva l’ingombro di un terzo elemento elettorale che ha raccolto il 12%. E quindi il nostro contributo ha portato all’elezione di tre consiglieri”. Di Girolamo ha ricordato poi come sulla sua persona sia stato raggiunto il 84% dei consensi, portando a una segreteria molto coesa. Poi il ricordo del congresso provinciale e delle note vicende. “Spinelli, con generosità, ha messo a disposizione il suo mandato - ha rimarcato Di Girolamo - nonostante la conferma della commissione nazionale di Garanzia” sui numeri per la sua elezione. A rimanere incerto, per il segretario, ora quindi “è solo il regionale”, unico a non avere organismi decisi. “È un atto di irresponsabilità”, ha tuonato. Poi lo sguardo oltre: come alle feste del partito. Diciannove appuntamenti, tremila presenze, annoverando quella di Terni (che ha visto anche la presenza di D’Alema) tra le feste nazionali del partito. E ovviamente i temi locali, in primis il non sentirsi rappresentati dal sindaco Stefano Bandecchi (“Le istituzioni vanno rispettate”) e le battaglie sulle prospettive per la città (“Se perdiamo l’industria, perdiamo il cuore di Terni”).

Anche Trappolino ha rimarcato la necessità “per la comunità ternana di ricostruire il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. La politica deve recuperare coerenza”.

E, per finire, non poteva non emergere il “caso Paparelli”. “Se qualcuno lascia il partito - ha spiegato Di Girolamo - c’è un problema politico, sul quale stiamo riflettendo. Anche se ci aspettavamo da parte di un Fabio un dialogo. Ma essendo un politico di lungo corso faremo gli approfondimenti necessari”. “Nessun atteggiamento settario - ha aggiunto Trappolino - auspichiamo un confronto con Fabio, che ha sempre rivestito ruoli importanti nel partito”.

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