TERNI
Volti giovanissimi, idee chiarissime, obiettivi ben motivati. Con queste premesse è stato presentato ufficialmente ieri mattina nella saletta delle conferenze dell’Hotel De Paris, il Comitato “Giovani Umbri per il Sì”, nato per portare avanti le ragioni del voto positivo al referendum costituzionale del 22-23 marzo prossimo, confermativo della riforma dell’ordinamento giudiziario di recente approvazione parlamentare. A comporre il comitato, Francesco Neri nel ruolo di coordinatore, con i membri: Aquilani Edoardo, Barrucci Sabrina, Bonsignore Giorgio, Brisighella Edoardo, Cantoni Pier Luca, Ciliegi Riccardo, Costarelli Violetta, Franciosa Elia, Granieri Tommaso, Gentili Edoardo, Maniscalco Alberto, Marcelli Daniele, Missinato Leonardo, Modarelli Elisa, Nevi Pietro, Pacini Leonardo, Pannacci Edoardo, Siena Lorenzo, Tini Kajetan, Trubbianelli Emanuele e Urbani Andrea. “Siamo un gruppo di giovani ragazzi sotto i 38 anni, umbri, che ci battiamo per sostenere le ragioni del Sì nel nostro territorio e tra i nostri coetanei. Nel corso delle settimane che ci separano dal referendum costituzionale ci occuperemo di sostenere le ragioni del sì e di spiegarle soprattutto presso i nostri coetanei, in tutti i luoghi dove ci sarà possibile, a partire da quelli di tipo studentesco e universitario. Saremo presenti anche in televisione e cercheremo di confrontarci anche con i sostenitori del No per dimostrare la bontà delle nostre posizioni”.
Nel corso della varie iniziative che saranno svolte su tutto il territorio regionale, i promotori del Comitato metteranno in evidenza, hanno spiegato, “l’importanza dei cambiamenti introdotti dalla novellazione normativa: la piena distinzione di carriere e funzioni di magistrati giudicanti ed inquirenti, al fine di garantire la piena terzietà ed indipendenza dei primi anche dai pubblici ministeri, la cessazione in sede di autogoverno della reciprocità tra tali due ruoli nell’adozione delle decisioni inerenti ad assegnazioni di sedi ed incarichi, oltre che delle valutazioni di professionalità, la centralità del sorteggio dei membri togati dei Csm per eliminare le logiche correntizie e di fedeltà faziosa nella selezione dei loro Consiglieri e, non meno importante, la garanzia di terzietà del nuovo organo investito del potere disciplinare nei confronti dei magistrati, finalmente distinto da quelli di auto-amministrazione”. Sottolineato inoltre come “tale riforma non sia punitiva della magistratura, bensì - ha concluso il Comitato - costituisca un’occasione per il rafforzamento della sua piena indipendenza ed imparzialità, oltre che per la completa attuazione dei principi costituzionali garantisti inerenti al processo penale e del modello accusatorio di questo, introdotto nell’ordinamento repubblicano sin dal 1989”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy