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FOLIGNO

"Occhi ancora aperti su Gaza". Fratoianni intervenuto all'incontro sulla Palestina a Palazzo Trinci

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana si è soffermato pure su Venezuela, Trump, Meloni e sicurezza

19 Gennaio 2026, 08:35

"Occhi ancora aperti su Gaza". Fratoianni intervenuto all'incontro sulla Palestina a Palazzo Trinci

La sala Faloci Pulignani di Palazzo Trinci nel pomeriggio di domenica 18 gennaio era piena ben prima dell'inizio. Un colpo d'occhio che racconta più di molte analisi: Foligno ha risposto, riempiendo ogni spazio, all'invito di Alleanza Verdi Sinistra e Sinistra Italiana per l'incontro dal titolo netto e senza sconti: Palestina: non è ancora pace. Un titolo che è diventato subito cronaca viva, parole pesanti come macigni affidate agli interventi di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, e dell'eurodeputata Benedetta Scuderi, reduce dall'esperienza della Global Sumud Flottilla.

Fratoianni non ha usato giri di parole. “È necessario non spegnere la luce, soprattutto non chiudere gli occhi davanti a ciò che accade in Palestina”, ha detto, scandendo un quadro che, a suo giudizio, è ben lontano da qualsiasi ipotesi di pace. “Siamo di fronte a una violazione sistematica della tregua, a una pace degli affari e a un’accelerazione della pulizia etnica, delle deportazioni e dell’apartheid in Cisgiordania”. Da qui l'appello alla comunità internazionale: riconoscere lo Stato di Palestina, sostenere il protagonismo dei palestinesi e arrivare alla sospensione del trattato di associazione tra Unione Europea e Israele. “Sono gli unici strumenti in grado di restituire un po’ di futuro e di giustizia al popolo palestinese”.

All'ingresso del palazzo, incalzato dai cronisti, Fratoianni ha allargato lo sguardo anche alla politica internazionale. Nel mirino Donald Trump e il governo italiano: “Mentre Trump minaccia il mondo, a partire dal Venezuela, Giorgia Meloni si comporta come la leader del 51° Stato degli Stati Uniti. Siamo subalterni proprio nel momento in cui servirebbe un'Italia protagonista in Europa”. Critiche dure anche sul tema della sicurezza. “Questo è il governo della propaganda, una propaganda pericolosa perché si parla solo di repressione, repressione, repressione, senza alcuna politica di prevenzione, senza investimenti nei servizi sociali e nell'educazione. Così l'insicurezza cresce e colpisce soprattutto la vita dei nostri giovani”.

Molto seguito l'intervento di Benedetta Scuderi, presentata dalla coordinatrice dell'incontro Guendalina Pace di Sinistra Italiana Foligno, che ha ricordato la partecipazione dell'europarlamentare alla Global Sumud Flottilla. Una missione conclusa con l'intercettazione e la breve detenzione da parte delle autorità israeliane. Scuderi è stata tra i primi parlamentari italiani a rientrare in Italia dopo l'abbordaggio e ha raccontato le condizioni difficili della detenzione, ribadendo la necessità di una forte pressione diplomatica per la liberazione degli altri attivisti. Sul conflitto non ha lasciato spazio ad ambiguità: “Siamo qui a parlare di una pace che non esiste. In Palestina e in Cisgiordania continua l'occupazione, continuano le uccisioni e la violenza è in aumento. A Gaza gli aiuti non entrano, il popolo palestinese continua a soffrire e a morire”. Da qui l'appello all'Europa e alla comunità internazionale: “Dobbiamo spingere per l'applicazione del diritto internazionale, sostenere l'autodeterminazione del popolo palestinese e porre fine all'occupazione”.

In collegamento streaming è intervenuto anche Fabio Tonacci, giornalista de La Repubblica e inviato in Medio Oriente, assente in sala perché appena rientrato dal Sud America. Tonacci ha tracciato un quadro drammatico degli sviluppi più recenti del conflitto, soffermandosi in particolare sul prezzo pagato dall'informazione. “Un vero massacro dei nostri occhi e delle nostre orecchie”, ha detto ricordando i circa 200 giornalisti, cineoperatori e fotografi uccisi dopo il 7 ottobre. Lui stesso è entrato più volte a Gaza, ma oggi i reporter stranieri restano bloccati. Il governo israeliano ha ribadito alla Corte Suprema che il divieto di accesso per i media internazionali deve restare in vigore: da due anni, ha spiegato Tonacci, le richieste vengono respinte appellandosi sempre alle stesse ragioni di sicurezza.

A chiudere l'incontro l'intervento di Sara Tiberi, del Comitato Foligno Insieme per la Palestina, che ha raccontato la nascita del gruppo: “Siamo partiti da poche persone, unite dalla sensazione di non poter restare inerti di fronte a quello che stava accadendo”. Da una chat WhatsApp è nata “una piccola flottiglia di terra” capace di portare in piazza tre manifestazioni alle quali c'è sempre stata una grandissima partecipazione. Un segno, anche questo, che a Foligno la Palestina non è un tema lontano, ma una ferita aperta che continua a interrogare coscienze e politica.

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