ORVIETO
“Abbiamo riscontrato una situazione purtroppo diffusa anche in Umbria: sovraffollamento con celle che non hanno i requisiti minimi per garantire spazio e vivibilità e mancanza di personale di polizia penitenziaria. Il sovraffollamento è al 130%, gli agenti che mancano sono quasi la metà. Occorre intervenire subito”. Così il senatore Walter Verini, in visita, ieri pomeriggio, alla casa di reclusione di via Roma, dopo i disordini dei giorni scorsi che hanno richiesto al personale di polizia penitenziaria ore di mediazione, contenimento e gestione dell'emergenza, con richiamo di unità libere dal servizio, prolungamento dei turni, ricorso allo straordinario e ripristino dell'ordine – ammonterebbero a non meno di 50 mila euro, secondo le stime, i danneggiamenti in infermeria – fino alle prime ore del giorno successivo.
All'uscita dalla struttura di via Roma, Verini ha annunciato che chiederà al Dap, al Ministro di Giustizia e al nuovo Provveditorato di intervenire, garantire che coloro che stanno male, i tossicodipendenti, possano andare in comunità; garantire che, chi può, possa usufruire al più presto possibile di benefici per uscire; e garantire la dotazione di agenti di polizia penitenziaria. Infine vogliamo che vengano rafforzate anche le prestazioni sanitarie: alle 20 qui non c'è più né un medico né un infermiere. Non è possibile che si continui così.
Per questo la nostra visita è un segnale di attenzione, ma da qui prenderemo delle iniziative concrete. Per il Pd erano presenti al sopralluogo anche la capogruppo Cristina Croce, il consigliere Federico Giovannini e il segretario Paolo Maurizio Talanti. Per Croce “con la presenza di Verini abbiamo potuto prendere in considerazione due livelli: uno riguarda appunto le criticità, l'altro, ricordare che il carcere di Orvieto è sempre stato un punto di riferimento per quanto riguarda l'inserimento dei detenuti nel contesto sociale. Un percorso che va proseguito”.
La visita del Pd conferma un'attenzione politica davvero trasversale. Dopo Fratelli d'Italia, infatti, anche la Lega Orvieto ha espresso vicinanza agli uomini e alle donne in servizio che, nei due episodi denunciati dal Sappe, hanno dimostrato professionalità, equilibrio e senso del dovere operando in condizioni particolarmente complesse.
“Il lavoro svolto quotidianamente dal personale penitenziario – afferma l'assessore Gianluca Luciani, in qualità di segretario della Lega Orvieto – rappresenta un presidio fondamentale di legalità e sicurezza dello Stato e merita rispetto, attenzione e sostegno istituzionale. Situazioni di emergenza come quelle verificatesi evidenziano quanto sia delicato e impegnativo il servizio svolto all'interno degli istituti di pena e quanto sia necessario continuare ad investire sul rafforzamento degli organici e sull'organizzazione del sistema penitenziario. Il Governo nazionale ha avviato un percorso di attenzione concreta verso il comparto della polizia penitenziaria, consapevole che le criticità attuali sono il risultato di problemi strutturali stratificatisi nel corso di molti anni. Un percorso che richiede tempo, ascolto e collaborazione tra tutti i livelli istituzionali”.
“Come Lega Orvieto – aggiunge Luciani – intendiamo svolgere un ruolo attivo e costruttivo, portando la situazione del carcere di Orvieto all'attenzione del Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria, che oggi può nuovamente contare su una sede in Umbria, proprio grazie all'impegno della Lega. Fondamentale aprire un confronto con l'obiettivo comune di migliorare le condizioni di lavoro degli operatori e garantire sicurezza ed efficienza all'interno degli istituti penitenziari”.
“La situazione di quello di Orvieto – commenta, intanto, la direttrice Annunziata Passannante – effettivamente è critica. Una criticità dovuta anche alle malattie di lungo corso di una serie di unità di personale a disposizione degli organi competenti, nonché a malattie temporanee che hanno messo e mettono in ginocchio la struttura. Gli organi superiori sono stati investiti e vengono mensilmente informati della situazione così come della necessità della presenza costante del comandante di reparto”.
“Quando la situazione di un istituto è così delicata – replica la segreteria generale del Sappe – non basta indicare le assenze del personale come concausa. Serve, soprattutto, un piano organizzativo credibile che garantisca la copertura dei turni, ridurre lo stress operativo e prevenire nuovi eventi critici. La discussione deve stare su organici, carichi di servizio, presenza della catena di comando, dotazioni e procedure. La continuità dell'azione dirigenziale in termini di presenza, coordinamento e vicinanza al personale assume un rilievo centrale ai fini della prevenzione e della gestione delle emergenze”.
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