Cinema
Il cast del film Illusione, da alcuni giorni nelle sale cinematografiche, è stellare: da Jasmine Trinca a Davide Riondino, da Vittoria Puccini e Francesca Reggiani al perugino Filippo Timi. Sullo sfondo il centro storico di Perugia, piazza Matteotti, piazza Lupattelli, piazza Piccinino, ma c’è anche un altro legame con il territorio: il Corriere dell’Umbria.
Il nostro quotidiano è il protagonista silenzioso che attraversa molti fotogrammi di Illusione, ultima fatica cinematografica di Francesca Archibugi, che sta facendo discutere per la sua trama noir.

Il Corriere dell’Umbria nello svolgersi del racconto fa da baricentro narrativo di un’opera che affonda le radici nella cronaca locale per farsi dramma di oggi. Il film trae ispirazione da un fatto di sangue che sconvolse la provincia umbra anni fa. La regista, e sceneggiatrice insieme a Francesco Piccolo, ha infatti dichiarato che la scintilla creativa non è scoccata da un romanzo, ma dal ritaglio di un articolo letto proprio sulle colonne del Corriere.
Da qui la presenza del quotidiano sulle scrivanie della procura, sui tavolini del bar in piazza, tra le mani del procuratore, sotto gli occhi dell’ispettore. Ogni volta che la testata appare nell’inquadratura, il pubblico percepisce che ciò che sta vedendo non è una finzione astratta, ma qualcosa che è accaduto qui, tra queste vie, tra la periferia anonima e un centro storico silenzioso che emerge dalle tante inquadrature simbolo della città. Un peruginità che si amplifica sull’accento con il donca che Timi propone con grifagno orgoglio, mentre gli altri accennano con scarso successo.
In un’epoca di informazione digitale effimera, il film dell’Archibugi sceglie il valore del giornale cartaceo per entrare in una cruda realtà.
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