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PERUGIA

Addio a Gabriele Brustenghi, Perugia piange l'inventore degli sponsor nel calcio

L'avvocato, morto nella giornata di lunedì 30 marzo, è stato il visionario che portò Paolo Rossi al Grifo. Tra le sue creature anche il festival del fitness

Luca Bernardini

30 Marzo 2026, 16:05

Addio a Gabriele Brustenghi, Perugia piange l'inventore degli sponsor nel calcio

Nella foto, Gabriele Brustenghi

Vedere le maglie da gioco con degli sponsor sopra? Fino al 1979 nessuno ci aveva mai pensato. Poi è arrivato Gabriele Brustenghi, colui che ha cambiato per sempre il marketing sportivo. Nella giornata di lunedì 30 marzo, è morto a 85 anni (ne avrebbe compiuti 86 il prossimo 31 luglio) un visionario dell'imprenditoria, un figlio di Perugia che ha fatto tanto per la sua città e per l'Italia intera.

Se oggi consideriamo normale vedere uno sponsor sulla maglia di una squadra di calcio, o se riteniamo il "wellness" uno stile di vita collettivo piuttosto che un’attività di nicchia, lo dobbiamo in gran parte all’intuizione e alla tenacia dell'avvocato. Brustenghi non è stato solo un manager, ma un vero e proprio "agitatore culturale" capace di trasformare la fatica fisica in un prodotto di consumo gioioso e di massa. I funerali dell'avvocato si svolgeranno nella giornata di martedì 31 marzo alle 11.30, alla Chiesa di Montelaguardia di Perugia.

L'affare Pablito e il Grifo griffato

La carriera di Brustenghi è legata a doppio filo con la storia del marketing pionieristico. Nel 1979, come direttore marketing della Ellesse, fu la mente dietro una delle operazioni più iconiche del calcio italiano: il passaggio di Paolo Rossi al Perugia. Per finanziare l'acquisto di quello che poi diventò il Pablito nazionale, Brustenghi inventò la sponsorizzazione sulle maglie da gioco, allora vietata dai regolamenti. La storica prima sponsorizzazione su una maglia di calcio, attraverso il Perugia e la Pasta Ponte, permise al club del presidente D’Attoma l’acquisto di Paolo Rossi nell’estate del 1979. E il principale artefice fu proprio l'uomo marketing dell’Ellesse di Leonardo Servadio.

Il 26 agosto 1979 il Perugia usciva dal tunnel – si giocava contro la Roma in Coppa Italia - per la prima volta con uno sponsor sulla maglia: Pontesportswear. Era l'inizio di una nuova era, con Brustenghi che raccontò in un'intervista: "Proposi al presidente (D'Attoma, ndr) di trovare uno sponsor e di metterlo sulla maglia. Sapevo già a chi proporre quell'idea: pastificio Ponte di Alfredo e Marino Mignini. Avevamo ottimi rapporti e si fidavano. Di me e di D'Attoma. Ci dettero 400 milioni di lire. Così nacquero gli sponsor sulle maglie da calcio in Italia. Per portare Paolo Rossi a Perugia".

Iniziò una battaglia legale con la Federazione che era contraria a questa pratica. All'inizio Il pastificio Ponte si trasformò in Ponte sportswear e finì sulla maglia del Perugia come sponsor tecnico, aggirando le regole. Contro la Roma, avevano tutti la maglia con lo sponsor, ma Paolo Rossi no. L'attaccante aveva infatti già un accordo in esclusiva come testimonial della Polenghi Lombardo, altra azienda alimentare. Ma i fratelli Magnini non si tirarono indietro. Dopo un tira e molla durato mesi (con annessa multa di 20 milioni) il 23 marzo 1980 il logo Ponte Sportswear ricomparve sulle maglie blu del Perugia e scesero tutti in campo con lo sponsor, compreso l'attaccante italiano.

Il festival del fitness

Brustenghi ha lasciato un segno non profondo, profondissimo, nel mondo del fitness. Negli anni '80, mentre il culturismo era ancora confinato in scantinati bui (o vicino alle spiagge californiane), il perugino intuì che il benessere poteva diventare spettacolo. Fondò il festival del fitness, portandolo prima a Rimini e poi a Firenze. Quello che era nato come un raduno di appassionati si trasformò rapidamente in una kermesse colossale, capace di attirare centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo.

Brustenghi ebbe il merito di capire che il fitness non era solo sollevamento pesi, ma musica, moda, aggregazione e, soprattutto, emozione. Sotto la sua guida, il Festival divenne la piattaforma di lancio per discipline allora sconosciute e per macchinari d'avanguardia, trasformando l'Italia nel centro nevralgico del settore a livello europeo. Quell'eredità vive ancora oggi nel successo di RiminiWellness, evoluzione naturale della sua creatura originale.

Da New York al tennis

Non si può parlare di Brustenghi senza citare la sua passione viscerale per la corsa. Con oltre 14 Maratone di New York alle spalle, ha sempre applicato alla vita aziendale la filosofia del maratoneta: resilienza, visione a lungo termine e gestione della fatica. È stato anche l'ideatore di Vivicittà, la corsa podistica che nel 1983 unì simbolicamente decine di città italiane in una partenza simultanea via radio, dimostrando ancora una volta la sua capacità di creare eventi corali e mediatici. Grazie a una sua idea, Ellesse diventò il main sponsor della corsa nella Grande Mela nel 1986, nella gara che poi fu vinta da Gianni Poli.

Sempre con il brand perugino, Brustenghi attirò tanti sportivi sotto l'ala di Ellesse. Indimenticabile Boris "Bum Bum" Becker, vincitore a Wimbledon a 17 anni (il più giovane di sempre) con indosso l'elegante divisa bianca made by Ellesse. Sempre nel tennis, l'argentino Guillermo Vilas diventò uno dei volti di punta dell'azienda umbra. 

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