Giornate Fai
Notizie di grande apprezzamento arrivano per il complesso di Montecristo, oggi Istituto tecnico agrario Augusto Ciuffelli di Todi nella prima apertura del weekend dedicato alle giornate Fai di Primavera: più di 100 persone in tre ore sabato 21 marzo.
L'ex monastero delle clarisse di Montecristo si trova fuori Porta Perugina, a ridosso della cinta muraria della città, ai margini del centro storico di Todi, situato sul monte Tubelo o Monte di Tobia. Situato in un suggestivo punto d'incontro tra l'abitato medievale e il paesaggio rurale, il bene conserva il chiostro, il refettorio e altri spazi monastici. Oggi ospita l'Istituto Tecnico Agrario Augusto Ciuffelli, la scuola di agricoltura più antica d'Italia.
In occasione del centenario della morte di San Francesco d'Assisi, per le Giornate Fai di Primavera si è scelto di aprire al pubblico un luogo legato alla spiritualità e all'eredità francescana: il bene, normalmente riservato agli studenti e al personale dell'Istituto tecnico agrario, è accessibile attraverso un percorso di visita che comprende il grande chiostro, il refettorio, la chiesa, oggi suddivisa in due ambienti, la sala professori e la sala polivalente, che conserva l'impianto originario della navata francescana. La visita offre inoltre l'opportunità di cogliere le trasformazioni architettoniche e artistiche che hanno interessato il complesso nel corso dei secoli e di affiancare alla lettura degli spazi monastici originari una seconda, più tecnica, modalità di fruizione. I visitatori possono infatti accedere alle attività agricole didattiche dell'Istituto, visitando le serre idroponiche, un piccolo mulino di ultima generazione, la cantina e i luoghi destinati alla produzione di birra e olio.
Il complesso di Montecristo sorge dove un tempo esisteva una chiesa appartenente ai monaci benedettini. Nel 1248 alle clarisse di San Lorenzo di Collazzone fu concesso il trasferimento a Todi e la costruzione del monastero e della chiesa dedicata all'Ascensione del Redentore, costruita secondo la tipologia francescana a navata unica. Nel 1328 il monastero fu coinvolto nelle tumultuose vicende legate all'arrivo a Todi dell'imperatore Ludovico il Bavaro e dell'antipapa Niccolò V, poiché le monache accolsero l'imperatore e la sua consorte. Nel XVIII secolo la chiesa fu divisa in due ambienti e, dopo la soppressione della comunità nel 1794, il complesso ospitò l'Ospedale della Carità, brefotrofio fondato da san Francesco per accogliere i bambini abbandonati, fino al 1883.
Il complesso conserva ancora gran parte della sua struttura monastica originale, con chiostro, refettorio e altri ambienti. La chiesa, costruita secondo i canoni francescani, presentava una navata unica, con archi a sesto acuto trasversali e abside con volta a crociera. La facciata, con coronamento a timpano, ha mantenuto la forma originaria nonostante le trasformazioni interne, tra cui la divisione della navata in due ambienti. Dal punto di vista artistico, il monastero conserva opere dei principali pittori locali nel XVII secolo, tra cui Andrea Polinori, Bartolomeo Barbiani, Pietro Paolo Sensini, Domenico Pentini, Andrea Roncalli e recentemente è stato identificato anche il pittore Jacobus Kunden. Alcuni frammenti di affreschi tre-quattrocenteschi, attribuiti al Maestro del Purgatorio, oggi conservati nella Pinacoteca Comunale di Todi, documentano la decorazione originaria. Successive decorazioni monocrome e acquisizioni del XX secolo, come le opere di Umberto Bartolini, arricchiscono ulteriormente gli ambienti interni. Nella Sala polivalente è conservata una collezione di ceroplastica pomologica di Francesco Garnier Valletti (1808-1889), tra le più importanti testimonianze storiche e scientifiche del modellismo frutticolo ottocentesco a fini didattici.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy