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UMBRIA

Referendum, in Sala dei Notari per dire no: le motivazioni per Landini e Paggio | Video

Il segretario nazionale: "Questo referendum con la riforma della giustizia non c’entra assolutamente nulla”

11 Marzo 2026, 18:07

Referendum, in Sala dei Notari per dire no: le motivazioni per Landini e Paggi | Video

No a una giustizia debole con i forti e forte con i deboli. Ieri, nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, a Perugia, in occasione dell’incontro organizzato dalla Cgil Umbria, il segretario nazionale del sindacato, Maurizio Landini, ha ribadito le ragioni del no alla riforma costituzionale. Una riforma che, a suo avviso, mira a limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura da parte di una classe politica “la cui idea non è quella di governare, ma, piuttosto, quella di comandare”.

Secondo Landini, il referendum non interviene in alcun modo sui reali problemi della giustizia, che avrebbe, invece, bisogno di rafforzare l’organico, stabilizzare i 12.000 precari inseriti con i fondi del PNRR, investire nella tecnologia e favorire procedimenti che riducano i tempi dei processi: “ma al governo queste cose non interessano, questo referendum con la riforma della giustizia non c’entra assolutamente nulla”. Il segretario, nel ricordare la figura di Giuseppe Di Vittorio, sindacalista e padre costituente, ha ribadito come la CGIL abbia sempre difeso la carta costituzionale, opponendosi ai tentativi di modificarla: “questo è un elemento di coerenza: l’abbiamo fatto con governi di destra, con governi di sinistra, e lo facciamo oggi con la Meloni, perché la costituzione viene prima dei singoli governi ed è la condizione per essere un paese democratico”. Proprio il principio di equilibrio tra i poteri dello Stato, ha ricordato Landini, rappresenta uno dei pilastri dello Stato di diritto: “non è un caso che la nostra costituzione preveda non solo il diritto al lavoro, il diritto alla salute, ma anche l’equilibrio tra i diversi poteri, oltre che il fondamentale principio che la legge sia uguale per tutti, anche per quelli che governano”.

La riforma della giustizia voluta dal governo Meloni – ha sottolineato – non rientra tra le priorità dei lavoratori, afflitti da ben altre problematiche: “È necessario riaffermare i valori della nostra costituzione, per affrontare i problemi veri che hanno oggi le persone: non arrivano alla fine del mese, perché hanno salari bassi, con un’inflazione che cresce; c’è bisogno di investire non sulla guerra, ma sul lavoro, per creare quelle opportunità che oggi non ci sono e che portano tantissimi giovani ad andarsene da questo Paese”.

Il segretario ha poi espresso preoccupazione per le dichiarazioni di Giusi Bartolozzi - capo di gabinetto del Ministero della Giustizia - che ha definito la magistratura un ‘plotone d’esecuzione’: “Sono dichiarazioni pericolosissime, che si commentano da sole. Parlare a Palermo di una magistratura come di un ‘plotone di esecuzione’, quando lì magistrati come Falcone e Borsellino ci hanno rimesso la vita per affermare il valore della democrazia e della libertà contro le mafie, è un insulto a questi stessi valori”. A chiusura dell’incontro – al quale sono intervenuti anche Maria Rita Paggio, segretaria generale CGIL Umbria, Daniela Padoan, presidente di Libertà e Giustizia, Maurizio Volpi e Alessio Pressi, rispettivamente coordinatori del comitato provinciale per il no di Perugia e Terni – Landini ha invitato ogni partecipante ad “adottare, sino al referendum, qualcuno che pensa di votare si, perché sta sbagliando, per sé e per gli altri”.

 

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