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Archeologia

A Perugia, il cantiere che riscrive il museo: i lavori al Manu

Intervento di riqualificazione al chiostro del complesso di San Domenico

Sabrina Busiri Vici

21 Febbraio 2026, 07:00

Perugia

Museo archeologico nazionale dell'Umbria

Un museo si racconta anche quando è chiuso. A Perugia è il caso del Manu, Museo archeologico nazionale dell’Umbria, chiuso al pubblico dal primo agosto 2025 per un ampio intervento di ristrutturazione e riallestimento che ne cambierà volto e funzioni.


Le immagini diffuse in questi giorni restituiscono due momenti chiave dei lavori in progress, entrambi concentrati sul cuore architettonico del complesso: il chiostro del quattrocentesco complesso di San Domenico, a pochi metri dall’acropoli perugina.
Il primo intervento riguarda lo svuotamento delle volte del chiostro maggiore, un’operazione delicata e strutturalmente decisiva. Il chiostro, realizzato nel XV secolo e completato nel XVI con la creazione del piano superiore porticato e dell’oratorio della Confraternita dei Domenicani a nord-est, è oggi oggetto di un consolidamento che passa attraverso un alleggerimento controllato delle strutture voltate.
Nel dettaglio, l’area del primo piano è stata interessata da una sequenza tecnica articolata: demolizione della precedente pavimentazione, svuotamento e alleggerimento delle volte, consolidamento strutturale e predisposizione del nuovo sottofondo con reti in fibra di vetro e uno strato di argilla espansa. Un insieme di operazioni propedeutiche alla realizzazione della nuova pavimentazione, pensata per garantire maggiore stabilità, sicurezza e durabilità nel tempo.
Il secondo gruppo di interventi documentati riguarda invece il consolidamento del muro ovest del chiostro. Qui si è intervenuti sulle murature e sui rivestimenti, con opere di rinforzo mirate a migliorare la tenuta strutturale e la risposta antisismica dell’edificio. Anche in questo caso, il cantiere lavora in profondità, intervenendo non solo sulla superficie visibile ma sull’ossatura stessa del complesso.
Il progetto di riqualificazione, del valore complessivo di 7 milioni di euro, proseguirà fino alla metà del 2027. Non si tratta di un semplice restyling, ma di un ripensamento complessivo del contenitore e del contenuto. Oltre al consolidamento antisismico del chiostro maggiore e di quello minore, sono previsti la sostituzione dei manti di copertura, l’adeguamento antincendio, il completo rinnovamento degli impianti termici ed elettrici in un’ottica di efficientamento energetico.
Parallelamente, verrà rivoluzionato il percorso di visita. Il nuovo allestimento sarà organizzato secondo un impianto cronologico-tematico, capace di accompagnare il visitatore attraverso le diverse fasi storiche con una narrazione più chiara e coinvolgente, con approfondimenti dedicati alle civiltà romana, etrusca e umbra. L’integrazione di strumenti multimediali rafforzerà l’esperienza espositiva, ampliando le possibilità di comprensione e di accesso ai contenuti.


Il progetto nasce inoltre con una forte attenzione all’inclusività: soluzioni architettoniche e museografiche pensate per garantire la fruizione a pubblici con esigenze fisiche, cognitive e culturali differenti. Nel nuovo riallestimento troveranno spazio opere oggi non esposte e collezioni storiche conservate nei depositi, restituendo alla comunità un patrimonio finora invisibile.
Quando riaprirà, il Manu non sarà soltanto un museo rinnovato, ma uno dei poli culturali più avanzati dell’Umbria sotto il profilo della conservazione, della tutela e dell’innovazione.

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