LA DENUNCIA DEL SAPPE
Caos dietro le sbarre del carcere di via Roma a Orvieto, in provincia di Terni. Lo denuncia la segreteria regionale del Sappe rendendo noto che la violenta protesta di un detenuto è culminata con aggressioni al personale, rifiuto reiterato di rientrare in sezione, grida, minacce e atteggiamenti tali da creare grave disordine e pericolo, richiamando anche altri detenuti. L’episodio ha richiesto una complessa attività di mediazione e contenimento da parte dei pochi agenti di polizia penitenziaria. Nel frattempo, un altro detenuto ha devastato i locali dell’infermeria, danneggiando irreparabilmente apparecchiature mediche e strumentazioni per danni di oltre 50 mila euro. L’uomo, brandendo un bastone ricavato dalla gamba di un tavolo e minacciando di non farsi avvicinare, ha reso necessario l’intervento massiccio del personale per scongiurare ulteriori danni e garantire l’incolumità dei presenti.
“I due episodi – sottolinea il segretario regionale del Sappe, Fabrizio Bonino – hanno impegnato al limite delle possibilità l’intero dispositivo di sicurezza. Il personale in servizio, in primis il comandante e il vice comandante, è stato costretto ad operare in condizioni di emergenza continua, con il richiamo d’urgenza di agenti liberi dal servizio e il ricorso a numerose ore di lavoro straordinario. Solo grazie alla professionalità, al sangue freddo e allo straordinario spirito di sacrificio della polizia penitenziaria è stato possibile contenere, sempre in sicurezza, entrambe le situazioni ed evitare conseguenze ancora più gravi”.
Il sindacato si rammarica, inoltre, che la Direzione dell’Istituto, al rientro dalle festività, non abbia ritenuto doveroso rivolgere un riconoscimento al personale per il servizio reso. “Al contrario – evidenzia – ha ritenuto prioritario stigmatizzare il comportamento di alcuni agenti, colpiti dall’ondata influenzale in corso, disponendo l’intensificazione delle visite fiscali. Un modus operandi fuori luogo, soprattutto se paragonato alla gestione delle assenze del personale detenuto che lavora, per il quale ricorrenti stati di malattia, infortunio e indisposizione vengono accettati con solerzia e sempre a carico della collettività”.
“Finché la Direzione di Orvieto e l’Amministrazione Penitenziaria non comprenderanno che è necessario rimuovere le cause delle assenze del personale – aggiunge – non vi sarà alcuna speranza di miglioramento. Suggeriamo di liberare le preziose risorse di polizia penitenziaria oggi impiegate negli uffici comando e segreteria e reintegrarle a turno nel servizio di custodia, utilizzando negli stessi uffici l’abbondante personale civile già presente. La Casa di reclusione di Orvieto necessita con urgenza assoluta di un significativo e immediato rafforzamento degli organici. Non è più accettabile che eventi così gravi vengano affrontati con risorse umane totalmente inadeguate. È indispensabile che l’Amministrazione Penitenziaria e la politica se ne occupino, prima che il sacrificio richiesto agli operatori superi il limite della sopportabilità e della sicurezza”.
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