LA RIAPERTURA DEL CASO
Una comparazione del dna presente sulle due cartoline con quello di tre persone. Sarà questo l'esame, che garantiscono gli strumenti della biologia forense oggi a disposizione, che verrà effettuato nell'ambito dell'incidente probatorio previsto con la riapertura delle indagini sulla scomparsa di Barbara Corvi, la donna sparita nel nulla da Montecampano (frazione di Amelia), in provincia di Terni, il 27 ottobre del 2009, quando aveva 35 anni.
Due cartoline, mostrate dal programma televisivo di Rai 3 "Chi l'ha visto?" (le foto sono tratte dal video), spedite dalla Toscana alcuni giorni dopo la scomparsa della donna e indirizzate ai due figli, che all'epoca dei fatti avevano 15 e 19 anni. Mai la calligrafia, però, è stata ritenuta compatibile con quella di Barbara Corvi.

Entrambe le cartoline erano provenienti da Firenze: una con l'immagine di Ponte Vecchio di notte, e la scritta "Torno presto. Baci mamma". E l'altra, con la foto della cattedrale di Santa Maria del Fiore, e il messaggio scritto a penna: "Ho bisogno di stare un po' da sola. Sto bene. Baci mamma".

Nel nuovo fascicolo, ad essere indagati per l'ipotesi di reato di omicidio e occultamento di cadavere sono l'ex marito di Barbara Corvi, Roberto Lo Giudice, e il cognato Maurizio.
Il test del dna - che esaminerà le tracce presenti soprattutto sui francobolli - verrà eseguito sui due uomini e su una terza persona di Amelia, che frequentava la giovane donna nel periodo precedente alla scomparsa.
Massima fiducia e pieno sostegno alle indagini sono stati espressi dai genitori e dalle sorelle di Barbara Corvi, attraverso le parole del loro legale, l'avvocato Giulio Vasaturo. "Gli straordinari progressi della biologia forense e nuovi spunti investigativi consentono, oggi, di aprire promettenti spiragli di verità sulla scomparsa di Barbara".
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