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LA CANTINA ALLA FIERA

Amelia, al Vinitaly una masterclass in ricordo di Leonardo Zanchi

12 Aprile 2026, 14:07

Amelia, al Vinitaly una masterclass in ricordo di Leonardo Zanchi

Non solo una partecipazione, ma un momento di memoria condivisa e di racconto identitario. In occasione di Vinitaly 2026, la famiglia Zanchi di Amelia - storica cantina di vini - sarà protagonista di una serie di appuntamenti che intrecciano degustazione, territorio e commemorazione, nel segno di Leonardo Zanchi, figura centrale per la valorizzazione della Doc Amelia e dei vitigni autoctoni umbri.

Il momento cardine sarà la masterclass intitolata “Leonardo Zanchi: il rispetto dell’autenticità”, a cura di Regione Umbria e 3A-PTA, in programma il 13 aprile alle 16.30. A condurre l’incontro sarà Jacopo Cossater, giornalista, senior editor di Intravino e cofondatore di Verticale. Un appuntamento pensato per ripercorrere la visione e il lavoro di Leonardo Zanchi, custode e interprete originale di un territorio spesso rimasto ai margini del racconto enologico nazionale. La masterclass si inserisce nell’ambito dell’evento “Il solco dei pionieri: omaggio ai visionari del vino umbro contemporaneo”, un momento collettivo dedicato a figure fondamentali recentemente scomparse, tra cui lo stesso Leonardo Zanchi, insieme ad Arnaldo Caprai, Maria Grazia Marchetti Lungarotti e Luigi Barberani.

Le Cantine Zanchi saranno protagoniste anche dell’incontro “Stili di Vite… Eroiche”, in programma domenica 12 alle 15.30, che vede coinvolti cinque GAL umbri impegnati a trasformare la viticoltura eroica in un asset strategico di resilienza territoriale.

“Nostro padre è stato custode di vitigni locali a cui ha dato un’identità enologica precisa – sottolineano Flores e Flaviana Zanchi –. Il suo lavoro è stato quello di credere nel potenziale di varietà che nessuno aveva mai valorizzato, come il Ciliegiolo vinificato in purezza o l’invecchiamento di vini bianchi come la Malvasia e il Trebbiano, anticipando una visione oggi condivisa”.

Un’eredità che continua nel lavoro delle figlie, oggi alla guida della cantina, e che si traduce in una narrazione viva: quella di un territorio che, grazie a intuizioni pionieristiche, ha trovato una nuova voce nel panorama vitivinicolo italiano. 

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