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Volvo EX60: l'automobile sapiens con Gemini, cinture adattive e ricarica bidirezionale

19 Marzo 2026, 15:48

Volvo EX60: l'automobile sapiens con Gemini, cinture adattive e ricarica bidirezionale

Era il 1956 e Volvo aveva già iniziato a testare i primi prototipi di cintura di sicurezza a tre punti sulla nuova Volvo Amazon, un dispositivo che dal 1959 iniziò a essere installato sui veicoli di produzione.

Il marchio è da sempre associato alla solidità e alla sicurezza dei passeggeri e, a distanza di quasi 60 anni, non solo ha mantenuto questa identità, ma ha anche rivoluzionato i propri sistemi per adattarli a qualsiasi condizione e situazione di esercizio.

Nella nuova EX60 non esisteranno più soltanto misure di sicurezza attive e passive, ma anche adattive. Questo è possibile grazie alla straordinaria capacità di calcolo del “cervello” dell’automobile, in grado di eseguire fino a 250 trilioni di operazioni al secondo.

Durante il primo contatto con la vettura al Volvo Studio di Milano, l’ingegnere e professore Fabio Orecchini l’ha definita “automobile sapiens”: un’auto connessa con il guidatore, capace di interagire con lui, di percepire ciò che accade intorno e soprattutto di agire in autonomia grazie alla presenza dell’intelligenza artificiale Google Gemini come assistente di bordo.

Le cinture di sicurezza adattive, già presentate circa un anno fa, diventano quindi realtà. Non solo si adattano alla corporatura o alla dinamica dell’impatto, ma sono anche in grado di interpretare il comportamento dell’occupante in situazioni particolari, ad esempio quando non si è perfettamente seduti e ci si sporge verso il lato passeggero per recuperare un oggetto. In questo modo si evita l’attivazione di contromisure potenzialmente meno efficaci o addirittura dannose, causate da una posizione non ideale del soggetto.

Oltre agli aspetti legati alla sicurezza, la presenza dell’intelligenza artificiale a bordo garantisce una driving experience avanzata, con risposte rapide dell’assistente e possibilità di personalizzazione molto ampie. Il sistema sarà in grado di adattare il proprio modo di interagire con il conducente in base all’esperienza maturata nel tempo, modificando ad esempio il tono delle risposte o il modo di fornire indicazioni.

Attivando specifiche impostazioni, l’assistente potrà anche effettuare un costante fact-checking delle conversazioni tra i passeggeri: se qualcuno dovesse fornire una risposta imprecisa alla classica domanda “quanto manca?”, interverrebbe indicando il tempo reale di percorrenza e le eventuali variazioni dovute al traffico o ad altri fattori.

Per consentire all’intelligenza artificiale di adattarsi al proprietario, le conversazioni vengono archiviate in una memoria di bordo che non comunica con infrastrutture esterne, garantendo così un elevato livello di protezione contro tentativi di accesso non autorizzato.

Tutte queste funzioni sono rese possibili dall’ecosistema energetico della nuova EX60, che sarà in grado non solo di gestire in modo efficiente i consumi, ma anche di restituire energia alla propria abitazione o a una colonnina di ricarica. L’intelligenza artificiale a bordo segna quindi un passaggio importante: da semplice supporto alla guida a sistema capace di apprendere, adattarsi e intervenire in modo sempre più mirato.

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