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Attualità

Re Carlo e Camilla a Washington dopo l'attentato a Trump: “Manteniamo la calma e andiamo avanti”. Tutti i dettagli della visita e le regole da rispettare

Claudia Boccucci

27 Aprile 2026, 16:20

Re Carlo e Camilla a Washington dopo l'attentato a Trump: “Manteniamo la calma e andiamo avanti”. Tutti i dettagli della visita e le regole da rispettare

The show must go on, per i britannici non esistono altre vie e tanto meno per Re Carlo III, che oggi è volato a Washington per riaffermare lo speciale rapporto tra le due nazioni in un momento di notevole tensione nazionale. Dopo l'attentato subito dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in occasione della cena di gala con i corrispondenti della Casa Bianca, Buckingham Palace ha affermato che il sovrano è stato costantemente informato sugli sviluppi della vicenda e che ha espresso sollievo nel sapere che il Presidente, la First Lady e tutti gli ospiti siano rimasti illesi. A confermare la presenza di Re Carlo negli States è stato anche l'ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Sir Christian Turner, dichiarando che “ci aspettiamo assolutamente” l'arrivo del Re e della Regina, aggiungendo che “è molto british mantenere la calma e andare avanti”, riporta il Daily Mail. Conferme anche da parte di Donald Trump che questa mattina a Fox News ha garantito a sua volta che la visita proseguirà come previsto, nonostante il recente episodio.

Una visita storica

Il tycoon ha definito Re Carlo “un grande uomo”, ribadendo che l’Amministrazione è impaziente di accogliere questa storica visita in programma fino a giovedì 30 aprile. L’eredità di Elisabetta II, infatti, si rinnova con Re Carlo che si appresta a rivolgersi ai parlamentari americani, rinnovando un onore riuscito solo a sua madre prima d’ora nel 1991.

I consigli sulle regole da seguire

È Alison Cheperdak, ex collaboratrice della Casa Bianca di Trump e fondatrice di Elevate Etiquette, a consigliare ai coniugi Trump le articolate regole del “cosa fare e cosa non fare” nei confronti della famiglia reale. Il tasto più dolente riguarderebbe la salva di 21 colpi di cannone – il più alto onore cerimoniale che gli Stati Uniti possano offrire – occasione che nasconde il più alto potenziale di incombere in gaffe sociali. Non iniziare alcun contatto fisico è la prima regola da non infrangere. Cheperdak avverte che anche i gesti fatti con le migliori intenzioni possono risultare inopportuni in un contesto così formale. Un principio che vale anche per le apparizioni sui social network, per cui i reali non sono soliti a “fare selfie, firmare autografi ed esprimere opinioni personali”. Si passa poi all’inchino. Sebbene gli americani non siano tenuti a fare la riverenza, la ex collaboratrice suggerisce di fare “un piccolo cenno del capo o una breve riverenza” come segno di gentilezza da parte di chi desidera colmare con eleganza il divario di 250 anni.

La cerimonia di apertura e il banchetto di Stato

L’arrivo del sovrano nel South Lawn verrà accompagnato da una cerimonia “accuratamente coreografata”, si legge sulla testata britannica. A dettare legge è il protocollo, secondo cui verrà suonato per primo “God Save the King” in segno di omaggio al re, seguito da “The Star-Spangled Banner”. Per gli invitati al banchetto di Stato alla Casa Bianca di domani, il dress code sarà black tie: un “dettaglio sottile ma significativo” che suggerisce un’atmosfera più rilassata rispetto ai gala in white tie del passato.

Le tradizioni intoccabili

Il protocollo si insinua anche tra le storiche tradizioni. Prima su tutte il fatto che gli ospiti devono rivolgersi al Re chiamandolo inizialmente Vostra Maestà e poi Sir, ricordandosi di “non camminare davanti al sovrano”. Occhi puntati anche sulla collezione di gioielli sfoggiata dalla Regina Camilla: “La tiara si indossa solo dopo le 18 e solo nelle occasioni più formali – ha spiegato Cheperdak .- Ciò che la Regina sceglierà avrà un significato che va oltre l’estetica”. Novità invece per il tradizionale garden party, un classico di Buckingham Palace. Gli inviti trapelati sembrerebbero “scoraggiare” l'utilizzo dei cappelli, una direttiva che Cheperdak ha considerato “abbastanza insolita”, considerando che l’accessorio in questione è solitamente indossato in eventi come questi. “Sembra un adattamento al contesto americano”, conclude Cheperdak.

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