LA PROPOSTA DEL CORRIERE
Dopo la figuraccia, ormai storia, del ritiro di una candidatura quasi in porto (un passo indietro che puzzò di resa e lasciò Parigi contentissima con le Olimpiadi 2024) ora si torna a parlarne. Roma 2040 non è più una fantasia da bar dello sport. Lo ha detto chiaramente anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi: può essere una seria pista di rilancio nazionale.
Il merito? Milano-Cortina 2026. I primi Giochi “diffusi” della storia hanno dimostrato che si possono coniugare efficacia, sostenibilità e coinvolgimento territoriale. Sono la prova che si può pensare in grande anche a un’edizione estiva italiana dei cinque cerchi. Ed è qui che entra in gioco la sponda regionale.
Se la Toscana già si sbilancia con l’idea di un’Olimpiade diffusa nel suo intero tessuto (progetto sostenuto con convinzione dal governatore Eugenio Giani e dal senatore Matteo Renzi) la Umbria non può restare in panchina. Perché non far sentire anche la voce di Perugia, Terni e dintorni?
La Toscana guarda a Punta Ala e all’Elba per la vela; a Pisa per gli sport equestri; a Lucca per il tiro con l’arco; a Firenze, Siena e Arezzo per cerimonie ed eventi speciali. Ma l’Umbria non è da meno e, per alcuni sport, è già particolarmente attrezzata con impianti di rilievo.
Il lago di Piediluco potrebbe tornare specchio d’acqua per il canottaggio; ad Assisi, a Santa Maria degli Angeli, ha sede il Centro nazionale di pugilato, naturale candidato per la boxe.
Per il tiro ci sono impianti a Casco dell’Acqua, Acquasparta e Massa Martana; per il tennistavolo Terni ospita il centro federale e può contare sul PalaTerni, che ha accolto i Mondiali di scherma paralimpica nel 2023; mentre il monte Cucco potrebbe imporsi come teatro ideale per il parapendio, disciplina competitiva internazionale che meriterebbe finalmente il palcoscenico olimpico.
E poi il rafting: l’Umbria vanta percorsi in Valnerina e sono già in corso intese tra la World Rafting Federation e la International Canoe Federation per promuoverlo a livello internazionale, con l’obiettivo di includerlo nel programma olimpico.
Il Comitato Olimpico Internazionale, d’altronde, apre periodicamente a nuovi sport sulla base di popolarità globale e appeal giovanile.
Idea matta? No, semmai visione lungimirante. Chissà che ne pensano la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti e l’assessore regionale allo Sport, Simona Meloni.
Roma 2040 è un’opportunità: il successo dei Giochi invernali l’ha riaccesa. E c’è l’opportunità di rifare giochi “diffusi” perché la formula funziona, promuove i territori e può ridurre le spese per nuovi impianti.
Chi ha paura dei grandi obiettivi tagli gli indugi: l’Italia merita di misurarsi di nuovo con il mondo.
Umbria e Toscana, fatevi sentire. Il tempo di sognare è ora. Non domani.
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