SPOLETO
“Posto molto carino ed accogliente, io, mio marito e mio figlio di 19 mesi ci siamo stati una giornata, c’è la piscina ma anche un ampio spazio all'aperto con un asino e delle galline. Cibo genuino e molto buono. Possibilità di pranzare all'interno ma anche di fare un pic nic. Molto consigliato”, scrive Agnese su Tripadvisor. E’ una delle tante recensioni positive per il ristorante dell’agriturismo e fattoria sociale Le Pecore gialle che ha sede a Strettura, frazione di Spoleto, con una piccola estensione nel comune di Ferentillo, in provincia di Terni. Un’iniziativa che ha preso il via nel 2019. Le Pecore gialle è un progetto volto a creare percorsi di inserimento lavorativo per persone svantaggiate, giovani con disabilità e adulti con problemi psichici e psicopatologici e, da qualche tempo, anche migranti e richiedenti asilo. Un altro esempio in Umbria di cooperativa sociale che sta sul mercato con successo. Un agriturismo dove tutta la produzione e lavorazione avviene all’interno della struttura, dalle coltivazioni di ortaggi e frutta all’olivicoltura all’allevamento di animali da cortile fino alla ristorazione e all’attività ricettiva. Esperienze di cohousing, attività educative, formative e socio ricreative sono alla base del percorso di progettazione e gestione, condiviso tra i soggetti svantaggiati che ne sono beneficiari, le loro famiglie e gli operatori. Infatti i ragazzi con disabilità e gli altri soggetti svantaggiati, gli operatori, gli educatori e i professionisti dei vari settori di produzione svolgono insieme il lavoro, spiega Elisabetta Giovenali, presidente della cooperativa sociale Edit e della fattoria: “Evitando il concetto di divisione tra ciò che è normale e ciò che non lo è col fine di intervenire in modo integrato nel percorso di autonomia sia in campo lavorativo che abitativo e di fornire occasioni di inclusione sociale ed economica”. Le Pecore gialle si trova lungo la via Flaminia, è un fondo rustico di 26 ettari tra terreno coltivabile e bosco, con vari annessi agricoli, oltre a una struttura principale, composta da locali per la ristorazione e per il pernottamento. Il ristorante è aperto a pranzo e cena secondo un calendario stagionale, presso la struttura è possibile partecipare a piccoli eventi organizzati o prenotare banchetti e cerimonie. “Fra le nostre specialità – spiega ancora Giovenali - piatti tipici della cucina locale e pizza a lunga lievitazione cotta nel forno a legna. Durante la bella stagione, gli ampi spazi aperti e boschivi della struttura consentono lunghe passeggiate nella natura, nel parco e l'utilizzo della piscina con solarium e parco attrezzato. Inoltre Le Pecore gialle dal 2020, sostiene piccoli e medi produttori di olio d'oliva con un progetto di recupero di oliveti abbandonati o sotto utilizzati, prendendoli in carico con forme contrattuali leggere che consentano di proseguire la tradizione, la raccolta e la gestione del patrimonio oleario umbro”. Le Pecore gialle organizza gruppi d’acquisto che riguardano i prodotti dell’azienda, laboratori per persone con disabilità, che spaziano nei generi e nei contenuti ma hanno come filo conduttore l’incontro con la natura e il ciclo stagionale, le esperienze dirette con l’ambiente circostante e la lavorazione di prodotti naturali e spontanei, la cura e le strategie di salvaguardia dell’ambiente e del benessere altrui, ma anche eventi organizzati nel parco o nella piscina, aperti anche al pubblico. Conclude Elisabetta Giovenali: “Dopo 5 anni di lavoro nella fattoria sociale, possiamo analizzare i primi traguardi e confrontarci sugli obiettivi raggiunti. Il percorso, agitato dalle difficoltà delle restrizioni dovute al Covid, è stato ricco e pregno di svolte inaspettate. Forse proprio alcuni ostacoli ci hanno permesso di allargare i nostri orizzonti e continuare a insistere laddove stavamo riscontrando successo. Nel corso del tempo, abbiamo osservato una crescente richiesta di attività formative rivolte a giovani e adulti con fragilità di varia natura, sia patologica che ambientale: molte delle persone che hanno contribuito a sviluppare la fattoria sociale avevano l'esigenza di trovare un luogo capace di accoglierne le potenzialità e sostenerle con tutoraggi professionali, nel rispetto dei tempi di apprendimento e lavorando per obiettivi graduali. A oggi, molti giovani e adulti che hanno vissuto esperienze in fattoria, hanno trovato altri impieghi o hanno potuto semplicemente avvicinarsi al mondo del lavoro in una maniera adeguata alle proprie peculiarità. Altri ancora lavorano attivamente, con continuità o saltuariamente, nei vari settori della fattoria”.
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