Martedì 24 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Attualità

Foligno, a Sassovivo risplende la cripta del beato Alano: inaugurata dopo il restauro per le Giornate Fai di primavera

Completati gli interventi di recupero finanziati dal Pnrr, ora la proprietà punta a renderla visitabile: “Siamo al lavoro”

Giulia Silvestri

24 Marzo 2026, 09:44

Foligno, a Sassovivo risplende la cripta del beato Alano

La cripta del Beato Alano torna a mostrarsi in tutta la sua bellezza. È stata inaugurata sabato in occasione delle Giornate Fai di primavera l’opera, risalente all’XI secolo, fresca dei lavori di restauro che hanno restituito il bel volto a quel che resta dell’antica chiesa di Santa Maria in Valle a Sassovivo. Qui prese vita vita il primo cenobio di monaci benedettini che più tardi si sarebbe ampliato nell’Abbazia di Santa Croce. Un taglio del nastro festeggiato da decine di curiosi che hanno colto al volo l’occasione dell’apertura per ammirare questo piccolo gioiello immerso nel verde a poche centinaia di metri dall’Abbazia di Sassovivo.

Il bene che sorge su un terreno di proprietà della famiglia Clarici, è stato recuperato con un intervento finanziato con fondi Pnrr - Misura 1C3, Investimento 2.2 - per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale, per circa 150 mila euro. In campo la Coo.be.c. di Spoleto che ha eseguito i lavori, con alla progettazione e direzione architettonica, l’architetto Alfiero Moretti, con la collaborazione di Estestudio, affiancato dagli ingegneri Guido Taticchi (progettazione strutturale) e Marco De Simone (coordinatore sicurezza in fase di progettazione e realizzazione) e l’archeologa Matelda Albanesi. Tutti protagonisti di “un lavoro importante” come evidenzia Pierdomenico Clarici, che si è svolto sotto lo sguardo attento della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Umbria.

i lavori

Nel dettaglio l’intervento, avviato nell’agosto del 2023 e conclusosi negli scorsi giorni, ha riguardato le strutture della loggia, che presentavano alcune lesioni sugli archi del fronte sud, e la copertura anch’essa danneggiata; la sistemazione della cripta, in parte invasa da detriti, - così come l’antico presbiterio - e del locale che si apre sul retro del portico. Nel dettaglio, partendo dalla loggia, come spiegato nelle schede tecniche che illustrano l’intervento, sono state restaurate tutte le murature fuori terra con interventi di risarcitura delle lesioni, rinzaffo e stuccatura con malte di calce; con interventi localizzati sul portico per le lesioni dello spigolo est del prospetto meridionale; mentre la copertura è stata sostituita con una struttura analoga in legno, per rendere visitabile la cripta sono stati inoltre sistemati i gradini e il pavimento del portico, e inserito un parapetto in ferro.

Entrando nella cripta, sono state recuperate le pavimentazioni in mattoni emerse dopo l’asportazione dei materiali di risulta, e reintegrate le parti mancanti con materiale in cocciopesto. Dopo lo scavo è stato trovato il luogo in cui era inserito un rocco di colonna che è stato ricollocato ed è stato rimontato un altare con la base costituita dal rocco e da una porzione di lastra di marmo rinvenuta nella cripta.

Quanto al locale sul retro del portico, probabilmente utilizzato dopo l’abbandono della chiesa per il ricovero di persone ed animali, i lavori hanno riguardato la rimozione dei detriti e la sistemazione del terreno a ridosso delle murature storiche, la rimozione della cosiddetta superfetazione, ovvero una parte in aggiunta alla struttura originaria, il trattamento protettivo delle murature, la realizzazione della pavimentazione con impermeabilizzazione e creazione di una rete di drenaggio e smaltimento per la regimentazione delle acque; ma anche la demolizione delle porzioni di muratura inserite in tempi recenti e l’inserimento di un’inferriata di protezione.

“È stato fatto un bel lavoro di recupero e bonifica che necessitava dopo alcuni anni che non veniva ripristinata - commenta Pierdomenico Clarici -. Abbiamo colto l’opportunità dei fondi Pnrr perché volevamo intervenire su questo bene che abbiamo da 150 anni ormai e che con le nostre forze abbiamo sempre cercato di tutelare al massimo. È stato un lavoro abbastanza complesso e delicato, dal momento che tutta l’area è Sito di interesse comunitario, - aggiunge evidenziando il grande lavoro svolto da tutti i tecnici coinvolti - Ora vorremo poterla rendere visitabile e siamo al lavoro per studiare le modalità. Con le Giornate Fai, che ringraziamo insieme agli studenti coinvolti, - conclude - tantissime persone sono venute per visitarla, e ci ha fatto molto piacere”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie