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Femminicidio Ilaria Sula, parla Samson: "Non so cosa mi è preso. Non ricordo nemmeno quante volte l'ho colpita"

Il 23enne, reo confesso dell'omicidio della sua ex fidanzata ternana, ha deposto nell'aula bunker di Rebibbia davanti alla terza Corte d'Assise di Roma

Rita Maffei

17 Marzo 2026, 16:03

Mark Samson, chi è l'assassino di Ilaria Sula: gli studi e il lavoro. "Sì, l'ho ammazzata. Mi dispiace per tutto quello che ho fatto"

Mark Samson

Parla Mark Samson. Il 23enne, reo confesso dell'omicidio della sua ex fidanzata ternana Ilaria Sula, ha deposto nell'aula bunker di Rebibbia davanti alla terza Corte d’Assise di Roma. Dopo le parole della madre nella scorsa udienza, condannata a due anni per occultamento di cadavere, il giovane, prima di iniziare, ha interrotto il giudice: "Devo fare una premessa. Sono consapevole di non aver detto sempre la verità, soprattutto su mia madre. Cercavo di proteggerla".

Samson, come riporta l'agenzia LaPresse, aveva le password dei profili della vittima: "Lei non lo sapeva, le avevo prese senza che se ne accorgesse". Ha spiegato come seguiva le conversazioni della ragazza, leggendo i messaggi scambiati con altri uomini, sostenendo che "se devi capire se ami qualcuno, non ti metti su un sito di incontri". Quando il pubblico ministero gli contesta che anche lui frequentava un’altra ragazza, tentenna per poi non rispondere. In aula, i genitori di Ilaria hanno assistito con gli occhi lucidi e con il volto della figlia impresso sulle magliette.

Durante il processo per la morte della 22enne, ha ricostruito i giorni precedenti al delitto avvenuto il 23 marzo 2025. Ha detto di essersi presentato a casa della giovane in piena notte: lei reagisce con rabbia e lo manda via. Quel rifiuto segna un punto di rottura. Il giorno dopo, parlando con un amico, pronuncia una frase che oggi assume un peso diverso: "Finirò in prigione, non mi importa. Ilaria è solo mia". Parole registrate da una dashcam, che lui ridimensiona: "Avevo bevuto, ero agitato". Nel frattempo, perde parte del controllo sulle comunicazioni della ex: le chat si spostano su un’altra piattaforma e non riesce più a leggerle. "Me ne sono accorto", dice in aula.

Il 24enne, in un passaggio della sua deposizione in aula, ha raccontato tutto quello che aveva fatto prima dell'omicidio. "Ho preparato la colazione, ho apparecchiato con cura. Ma poi la situazione è degenerata". "Non so spiegare perché. Non ricordo nemmeno quante volte l’ho colpita". "Aveva il mio telefono", racconta, ma subito dopo cambia versione: "Mi fa vedere lo schermo. Ho visto cose che non avevo mai visto". Da lì, la perdita di controllo: "Le tolgo il telefono dalle mani e lei mi dice: 'Adesso cosa vuoi fare?'". "Non so cosa sia successo. È come se mi fosse sceso un velo sugli occhi. Sentivo dentro solo emozioni negative".

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