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Decine di umbri bloccati nelle zone di guerra, le testimonianze di chi vive nei bunker. Apprensione per la sorte di 9 eugubini

Il sindaco Fiorucci: "In questo momento delicato è fondamentale restare uniti, mantenere la calma e avere fiducia nel lavoro che il governo e le nostre rappresentanze diplomatiche stanno portando avanti per garantire assistenza e un rientro sicuro a casa"

Alessandro Antonini

02 Marzo 2026, 07:21

Israele-Iran, la stupidità dell'uomo

Attacchi missilistici tra Iran e Israele (foto LaPresse)

Si accavallano le testimonianze di umbri nelle zone di guerra. Sono decine - tra turisti e lavoratori che abitano in Medio Oriente - i corregionali che non possono spostarsi a causa del blocco degli aeroporti.

Nove eugubini sono bloccati a Dubai, una delle città nel mirino dei missili dell'Iran dopo il blitz di Usa e Israele. Ne dà notizia il sindaco Vittorio Fiorucci sui social.

In queste ore di grande apprensione - scrive Fiorucci - il mio pensiero va con calore e vicinanza ai 9 eugubini bloccati a Dubai, così come a tutti i nostri connazionali che si trovano nella regione del Golfo a causa della chiusura dello spazio aereo e delle difficoltà nei collegamenti aerei in seguito all’escalation di tensioni internazionali. Sono in contatto con le famiglie dei nostri concittadini e con le autorità competenti per seguire passo dopo passo l’evoluzione della situazione: in questo momento delicato è fondamentale restare uniti, mantenere la calma e avere fiducia nel lavoro che il governo e le nostre rappresentanze diplomatiche stanno portando avanti per garantire assistenza e un rientro sicuro a casa”.

“A nome di tutta la nostra comunità esprimiamo piena solidarietà e affetto alle famiglie e a ciascuno dei nostri concittadini coinvolti. Siamo vicini a voi con il cuore e con i fatti, e faremo tutto quanto è nella nostra possibilità per supportarvi e vedervi presto tornare a casa”.

Chiusi nel bunker

Chiusi in un bunker, un rifugio antiaereo, perché sulla testa passa un missile ogni dieci minuti. È quanto racconta alla Tgr Rai Umbria Mario Burgani, 48 anni, liutaio, nato a Trevi, che da 16 anni vive fuori Gerusalemme con la sua famiglia, moglie e figlia. È uno dei pochi umbri che vivono in Israele.

“Ore di ansia e paura trascorse nel rifugio antiaereo al piano inferiore della sua abitazione - è riportato nel servizio andato in onda su Rai 3 e firmato da Dario Tomassini - da quando Teheran ha scagliato la controffensiva dopo l'attacco ordinato da Trump e Netanyahu”.

Ore di angoscia anche per gli iraniani che vivono in Umbria, “soprattutto a Perugia. Sentimenti contrastanti - racconta Parham Norouzi, della comunità iraniana di Perugia - da un lato la gioia per il colpo inferto al regime degli ayatollah, dall'altra la preoccupazione con amici e familiari, con cui non riescono a mettersi in contatto”.

Iraniani in Umbria

Stessi sentimenti per Reza Sarabi, anche lui iraniano, arrivato in Umbria, a Perugia, negli anni ’80, come dissidente di Khomeini, dopo la rivoluzione islamica. Maestro di karate, istruttore di fitness, Sarabi per un periodo ha aperto anche una palestra con Serse Cosmi a Ellera di Corciano. Attualmente sono 300 gli iraniani residenti in Umbria e Sarabi è stato tra i primi a venire a Perugia, nel 1979, appena terminato il servizio militare.

L’attacco di Usa e Israele ha portato alla “giusta fine di un regime”, ha dichiarato anticipando peraltro gli effetti dell’attacco israelo-americano. C’è preoccupazione per i familiari che vivono a nord di Teheran, dove si sono concentrati missili del primo blitz che ha centrato la residenza di Khamenei.

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