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SPOLETO

Prime tensioni sul futuro dell'amministrazione Sisti: la maggioranza assente in aula lancia segnali al sindaco

24 Gennaio 2026, 17:29

Prime tensioni sul futuro dell'amministrazione Sisti: la maggioranza assente in aula lancia segnali al sindaco

Sono tutte da decifrare le conseguenze per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Sisti dopo il forfait della maggioranza, che giovedì pomeriggio ha lasciato vuoti i propri banchi in aula, facendo saltare il consiglio comunale per mancanza del numero legale. Sì, perché se è vero che alcuni esponenti del centrosinistra erano comunque presenti in municipio, fermo restando che nessuno ha risposto all’appello, risulta che a non presentarsi a palazzo comunale sia stato in blocco il gruppo Pd, con l’eccezione del presidente dell’assemblea Marco Trippetti, che comunque non si è accomodato in aula.

Quanto accaduto giovedì rappresenta il primo segnale che i consiglieri di maggioranza spediscono dall’aula al sindaco, facendo quindi emergere apertamente quelle tensioni che, ormai da tempo, segnano i rapporti tra gli alleati della coalizione di governo, seppur sempre molto sottotraccia.

In questo quadro, nonostante i tentativi, ieri non è stato possibile parlare col sindaco dell’accaduto, così come ha squillato a vuoto anche il telefono del consigliere regionale e segretario del Pd cittadino, Stefano Lisci, cercato invano anche giovedì.

Ad agitare le acque fin in superficie, appare evidente, è l’approssimarsi della scadenza di mandato, che a Spoleto volgerebbe al termine a ottobre, ma che con ogni probabilità slitterà alla primavera del 2027 per allineare la città alla tornata elettorale principale. Coi cantieri del Pnrr da concludere e una ricostruzione post sisma che specie sul fronte scuole avanza ancora troppo lentamente, la pratica più sensibile all’orizzonte è per la maggioranza il bilancio previsionale 2026. La manovra economica avrebbe dovuto essere approvata entro il 31 dicembre, come avvenuto in gran parte degli enti locali anche umbri, ma probabilmente non lo sarà di un altro mese, seppur legittimamente a fronte della proroga al 28 febbraio concessa dal governo agli enti locali per il via libera ai previsionali.

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