Umbria
La governatrice Stefania Proietti
L’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028 e la legge di stabilità regionale con 13 voti favorevoli della maggioranza (Pd, M5s, Avs, Ud-Pp) e 8 contrari dell’opposizione (FdI, Lega, FI, Tp-Uc). Respinti dieci emendamenti presentati dalle minoranze, mentre sono stati approvati due ordini del giorno: uno, a firma della maggioranza, per reperire risorse aggiuntive a favore del lago Trasimeno; l’altro, condiviso da maggioranza e opposizione, sul sostegno ai negozi di vicinato nelle aree interne e alle botteghe artigiane. Bocciato invece l’odg sulla natalità, rinviato in Commissione quello sugli eventi alluvionali di Giano dell’Umbria e Trevi.
La discussione si è aperta con la relazione di maggioranza di Francesco Filipponi (Pd) e quella di minoranza di Paola Agabiti (FdI), seguite dall’intervento dell’assessore al Bilancio Tommaso Bori. In Aula la giunta ha rivendicato un bilancio improntato alla stabilità dei conti e a un cambio di passo nelle politiche regionali. Per il capogruppo Avs Fabrizio Ricci si tratta di una manovra “complessa ma innovativa”, che rafforza trasporto pubblico, welfare, cultura, politiche ambientali e sanità, con un forte utilizzo del cofinanziamento europeo. Sulla stessa linea Luca Simonetti (M5S), che ha parlato di un bilancio capace di “difendere i diritti nonostante i tagli nazionali”, sbloccando oltre mezzo miliardo di fondi comunitari e investendo su sanità, sociale, agricoltura e mobilità pubblica. Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp) ha sottolineato l’equilibrio complessivo della manovra e l’attenzione a famiglie, fragili e servizi essenziali, mentre Cristian Betti (Pd) ha definito il documento “uno snodo politico decisivo”, in contrapposizione a una legge di bilancio nazionale giudicata penalizzante per le Regioni. Gli assessori hanno illustrato i capitoli principali: Francesco De Rebotti ha difeso le scelte su trasporti, lavoro e imprese, spiegando le modifiche alla gara del Tpl e gli investimenti per rendere il servizio più attrattivo, soprattutto per studenti e aree interne. Thomas De Luca ha rivendicato un forte impegno su ambiente, prevenzione, dissesto idrogeologico ed energia, mentre Simona Meloni ha posto l’accento su agricoltura, turismo e aree interne. Fabio Barcaioli ha evidenziato le politiche su scuola, diritto allo studio, casa e sociale. In chiusura, la presidente Stefania Proietti ha parlato di un bilancio che “restituisce solidità e fiducia”, mettendo al centro persone, sanità, welfare e sviluppo.
Durissimo il giudizio delle opposizioni. Enrico Melasecche (Lega) ha parlato di “narrazione falsata” e di una manovra che aumenta le tasse colpendo famiglie e imprese, criticando in particolare scelte su infrastrutture e trasporti. Laura Pernazza (FI) ha denunciato un bilancio “sbilanciato e poco trasparente”, con risorse frammentate e senza vere priorità. Eleonora Pace (FdI) ha accusato la Giunta di una politica del “tassa e spendi” e di aver peggiorato la sanità, mentre Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha definito il documento “deludente”, incapace di sostenere imprese e sviluppo.
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