Tradizioni
Tutto come da tradizione che si ripete ogni prima domenica di maggio a Gubbio. La mattina di domenica 3 maggio i ceraioli si ritroveranno nella basilica di Sant’Ubaldo dove, dopo la messa delle 8 celebrata dal cappellano dei Ceri don Mirko Orsini, "spiccheranno" i Ceri per riportarli in posizione orizzontale fino nell’arengo massimo del Palazzo dei Consoli dove riposeranno fino a mezzogiorno del 15 maggio, momento in cui in Piazza Grande si celebrerà l’Alzata e l’inizio della “folle corsa”. Ai piedi dell’urna dove riposa il corpo incorrotto del patrono, il vescovo Sant’Ubaldo Baldassini, ci saranno tutti. A cominciare dal sindaco Vittorio Fiorucci e con lui i protagonisti della Festa: il primo capitano Daniele Pencedano e il secondo capitano Stefano Pauselli, Fabio Mariani, presidente dell’Università dei Muratori, scalpellini e arti congeneri Innocenzo Migliarini, i presidenti delle famiglie ceraiole Ubaldo Minelli (Sant’Ubaldo), Patrick Salciarini (San Giorgio), Ubaldo Gini (Sant’Antonio). Ma soprattutto ci saranno loro, i tre capodieci che il 15 maggio lanceranno le brocche, vale a dire Gabriele Fofi (per Sant’Ubaldo), Francesco Spogli (San Giorgio) e Alessandro Lepri (Sant’Antonio).
Prima di "spiccare" i Ceri dai ceppi di pietra scolpiti dagli abili scalpellini eugubini nella bottega di Luca Grilli, saranno accesi tre ceri votivi. Quindi, accompagnati dagli squilli del trombettiere Marco Tasso, con al fianco l’alfiere Marcello Cacciamani, i tre Giganti usciranno dalla basilica verso gli stradoni del monte Ingino per iniziare la discesa verso la città. L’ingresso nell’acropoli avverrà come sempre da San Marziale. Poi il corteo con tanto di bande e tamburini scenderà per via Dante, la Calata dei Neri, quindi proseguirà lungo corso Garibaldi e passando da via della Repubblica arriverà in piazza Quaranta martiri. Da lì proseguirà verso il quartiere di San Martino passando per il Buco de Didà, lungo il percorso dei Ceri il 15 Maggio toccando tutti i punti dove sono dislocate le mute ceraiole: il bar de Fausto, piazza Bosone, i Vecchi, la piazza de San Martino, il Ponte, ‘l Bargello, via dei Consoli fino all’arrivo in piazza Grande dove i piccoli ceraioli che fino a quel momento erano seduti a cavalcioni sopra i Ceri saranno fatti scendere per permettere ai tre Ceri di dare vita a tre girate in piazza Grande prima di sparire all’interno del Palazzo dei Consol
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