Attualità
Altro che frasi motivazionali da bacheca aziendale. Qui non c’è Paulo Coelho che dispensa saggezza universale né Oscar Wilde a far l’occhiolino all’anima. Qui c’è Gubbio. Quella vera. Quella che parla il dialetto, che suona il Campanone, che celebra la Cuccagna e Segamo la Vecchia senza bisogno di spiegazioni… o quasi.
Nasce così un calendario che è molto più di un semplice oggetto da muro: 365 pagine come un piccolo scrigno quotidiano, ognuna pronta a liberare un frammento dell’anima eugubina. Frasi, aneddoti, modi di dire, ricorrenze, tradizioni, personaggi e memorie collettive: giorno dopo giorno, il tempo si misura a colpi di identità.
Ogni foglio è una finestra spalancata sulla città: sulla pietra viva della sua storia, sulle feste che uniscono, sui profumi di cucina che sanno di casa e su un dialetto che non è solo lingua, ma musica e appartenenza. Un viaggio lento, quotidiano, che accompagna l’anno eugubino dalle celebrazioni più solenni ai momenti più popolari e ironici.
“È un modo per riscoprire le parole di casa nostra”, spiega Simone Zaccagni, che ha curato i testi del calendario ideato e realizzato da Ardillo, il brand fondato da Stefano Mirri, autore delle delle tre fortunatissime edizioni del Calendario Arvisto (in dialetto perugino). “Espressioni colorite, termini antichi, modi di dire che appartengono alla lingua schietta e affettuosa dei nostri nonni. Un invito a mantenere vivo un patrimonio linguistico che ci rende unici”.
Ma attenzione: non si tratta di nostalgia imbalsamata. Questo calendario non si limita a far sorridere, anche se lo fa spesso. “È un compagno di viaggio lungo un anno – continua Zaccagni – un promemoria delle nostre radici, un modo per ricordare, sorridere e sentirsi parte di una comunità che cambia, ma resta fedele a se stessa”.
L’idea non nasce dal nulla. “Avevamo già capito quanto agli eugubini piacesse il dialetto quando realizzammo Picchiarume, un gioco da tavola ambientato a Gubbio. Andò letteralmente a ruba”. Da lì l’intuizione: un calendario che raccogliesse frasi celebri, modi di dire, ricorrenze e tradizioni locali. Risultato? Prima stampa esaurita in un lampo e ristampa obbligata. Felicemente obbligata.
Il progetto nasce come una parodia dei calendari motivazionali, quelli che promettono illuminazioni quotidiane. Qui, al posto dei grandi filosofi, spuntano nomi ben più familiari: Sandro Del Forno, Filippo Uccellani e tutta una galleria di voci eugubine. Molte frasi sono divertenti e scanzonate, ma sotto la superficie c’è ricerca, attenzione e rispetto per la storia cittadina.
E poi c’è il Campanone. Il calendario spiega quante sonate fa, a che ora e soprattutto perché. “Così – conclude Zaccagni – nessuno dovrà più chiedersi: “Ma perché oggi suona il Campanone?”. In un’epoca che corre veloce, questo calendario invita a fermarsi un attimo. A leggere. A ricordare. A sentirsi, ogni giorno, un po’ più eugubini.
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