SCUOLA & UNIVERSITÀ
Docenti e stress per la scuola
Quando si discute sul ruolo dell’insegnante un tema che non può mancare è il livello elevato di stress. Contemporaneamente si parla di un allungamento dell’età per lasciare il servizio. Si dipinge un quadro che preoccupa la categoria, soprattutto alla luce dei dati recenti che evidenziano una diffusione ampia del burnout, non più limitata a fine carriera ma presente già nei primi anni di insegnamento.
Stressi diffuso: i numeri tra gli insegnanti
Un’indagine condotta da La Tecnica della Scuola su oltre 2.100 docenti mette in evidenza un dato significativo: circa il 68% degli insegnanti dichiara di aver sperimentato forme di esaurimento professionale nel corso della carriera.
Il dato colpisce perché riguarda tutte le fasce di anzianità lavorativa:
• Quasi 7 docenti su 10 anche tra chi insegna da meno di 15 anni;
• Percentuali analoghe tra chi ha oltre 25 anni di servizio alle spalle.
Tra le cause principali vengono citate: carichi burocratici crescenti, gestione della classe sempre più complessa, rapporti difficoltosi con le famiglie, scadenze amministrative e una sconnessione continua richiesta anche fuori l’orario scolastico. A pesare non è la didattica in sé, ma l’insieme delle responsabilità.
La percezione gravosa del lavoro
Alla domanda sul livello di stress, una parte consistente dei docenti definisce la professione “molto stressante” o addirittura “eccessivamente pesante”. Questo dato si inserisce in un contesto più ampio: secondo studi europei sull’istruzione, gli insegnanti rientrano tra le categorie professionali più esposte a stress lavoro-correlato, insieme a sanità e servizi sociali.
Da contare è un fatto importante: in Italia l’età media del corpo docente è tra le più alte d’Europa (oltre i 50 anni), ciò può naturalmente amplificare la fatica accumulata negli anni.
Pensione anticipata, le possibilità limitate
Di fronte a un’eccessiva situazione di stress, alcuni insegnanti pensano ad una possibile soluzione anticipata: la pensione. Tuttavia, le opzioni restano ristrette.
Tra gli strumenti disponibili c’è l’APE Sociale, prorogata fino alla fine del 2026, che consente di lasciare il lavoro prima dei requisiti ordinari. Per accedervi servono:
• Almeno 63 anni e 5 mesi di età;
• Almeno 36 anni di contributi;
• Appartenenza a categorie considerate “gravose”.
Attualmente, nella scuola rientrano principalmente i docenti dell’infanzia e primaria. Tuttavia, una larga parte della categoria ritiene che anche gli insegnanti della secondaria dovrebbero essere inclusi tra i lavori usuranti, vista la complessità crescente del ruolo.
Si pensa ad un continuo aumento dell’età pensionabile, destinata a salire: nel 2027 a 67 anni e 1 mese; nel 2028 a 67 anni e 3 mesi.
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