SCUOLA & UNIVERSITA'
Valditara e AI
Intervenendo in collegamento al Terzo Meeting Nazionale degli insegnanti di Religione Cattolica, Giuseppe Valditara ha delineato la scuola che ha in mente: un sistema fondato su un equilibrio misurato tra innovazione tecnologica e centralità dell'umano.
Il ministro dell'Istruzione e del Merito ha richiamato più volte l'idea di una “scuola costituzionale”, intesa come comunità in cui al centro non stanno programmi e statistiche, bensì la persona dello studente.
Ogni ragazzo, ha ribadito, va sostenuto nella scoperta e nella valorizzazione dei propri talenti, affinché l'istruzione diventi davvero un'opportunità inclusiva.
Ampio spazio è stato dedicato al tema dell'Intelligenza Artificiale. Valditara non la considera una minaccia, ma uno strumento prezioso per personalizzare i percorsi didattici.
Ha tuttavia messo in guardia da un pericolo concreto: che la macchina prenda il sopravvento. L'IA, ha puntualizzato, deve restare sempre sotto la guida dell'insegnante e "non potrà mai sostituire carta, penna e libro".
Delegare ogni funzione alla tecnologia significherebbe, ha avvertito, un arretramento clamoroso dopo millenni di evoluzione del pensiero umano.
Il passaggio più intenso del suo intervento ha riguardato l'educazione all'empatia. Per Valditara la scuola "deve insegnare ai ragazzi a entrare in relazione con l'altro", a condividere sofferenze e gioie.
Da qui il richiamo all'etimologia di "compagno", che in latino rimanda al "mangiare il pane insieme": un'immagine semplice e potente per indicare che il futuro si costruisce nella condivisione.
Il ministro ha poi riservato un'attenzione particolare agli insegnanti di religione, definiti essenziali per comprendere le ansie e i bisogni spirituali dei giovani, rivendicando con orgoglio la loro stabilizzazione, attesa da oltre vent'anni.
Il ragionamento si è quindi allargato all'intero corpo docente: secondo Valditara è urgente "restituire prestigio sociale" alla professione. "Servono Maestri e Professori con la lettera maiuscola, figure autorevoli e rispettate".
Per raggiungere questo obiettivo, ha concluso, occorre superare la logica dello scontro e ricostruire un patto solido tra scuola e famiglia.
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