SCUOLA & UNIVERSITÀ
Giornata mondiale del libro
Oggi 23 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, istituita dall’UNESCO per promuovere la letteratura, la diffusione della lettura da parte dei più giovani e la tutela della proprietà intellettuale. L’iniziativa ogni anno viene accolta per riportare nei cuori delle nuove generazioni una prospettiva che nell’era digitale sta scomparendo pian piano: leggere cura la mente.
Il valore della lettura nell’era degli schermi
Negli utlimi anni, l’abitudine alla letteratura tra i giovani ha subito un calo significativo, anche a causa della crescente esposizione di smartphone, social media e contenuti digitali rapidi. Affermano diversi studi, che l’uso eccessivo di dispositivi elettronici possa incidere sulla capacità di concentrazione e sulla comprensione di testi più complessi.
Il libro inserito nel contesto, continua a rappresentare uno strumento fondamentale per sviluppare un pensiero critico, immaginazione e competenze linguistiche. Saper leggere e aver voglia di farlo, non è solo ampliare la propria conoscenza ad ogni pagina letta, ma è un continuo allenamento per la nostra mente alla riflessione e all’analisi.
Le posizioni del Ministero Valditara
In occasione della giornata, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha richiamato l’attenzione sull’importanza della lettura e della scrittura tradizionale nel percorso educativo.
Secondo il ministro, un utilizzo eccessivo delle tecnologie rischia di compromettere alcune capacità fondamentali degli studenti, come la concentrazione, la creatività e la qualità delle relazioni. Da qui l’idea di rafforzare, all’interno della scuola, pratiche legate alla scrittura manuale e alla lettura su carta.
Perché il 23 aprile: una data simbolica
La data non è stata scelta in modo casuale, ma è un vero e proprio simbolo. Il 23 aprile 1616, morirono tre figure fondamentali della letteratura mondiale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso Inca de la Vega.
La ricorrenza assume quindi un’importanza universale, celebrando il patrimonio culturale condiviso e il ruolo dei libri nella trasmissione del sapere.
Tra passato e futuro
Il dibattito odierno non riguarda una contrapposizione netta tra carta e digitale, ma la ricerca di un equilibrio. Se da un lato le tecnologie offrono nuove opportunità, dall’altro è sempre più evidente la necessità di preservare competenze fondamentali legate alla lettura profonda e alla scrittura.
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