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SCUOLA & UNIVERSITÀ

Decreto PNRR 2026, via libera definitivo: cosa cambia per scuola e docenti

Via libera al PNRR 2026: deroghe per la mobilità dei docenti con genitori anziani, elenchi regionali annuali per il reclutamento, riforma degli istituti tecnici collegata agli ITS e novità per personale e territori

Andrea Sole Paglia

16 Aprile 2026, 16:05

PNRR 2026 e le novità

PNRR 2026 e le novità

È stato dato finalmente il via, dal Senato, al decreto PNRR 2026 trasformandolo in legge dopo il passaggio alla Camera. Il provvedimento introduce una serie di interventi rilevanti per il sistema scolastico italiano, toccando mobilità dei docenti, reclutamento, organizzazione degli istituti e rapporti con il mondo del lavoro. L’obiettivo stabilito ha un duplice scopo: rispettare gli impegni europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e rendere più efficiente il funzionamento della scuola.

Le nuove deroghe sulla mobilità docenti

Una delle novità ad oggi più apprezzata riguarda le assegnazioni provvisorie. Viene ampliata la possibilità di ottenere una deroga ai vincoli di permanenza, consentendo ai docenti di rimanere il più vicino possibile ai genitori anziani, che superino indicativamente i 65 anni.

Si tratta di un cambiamento fondamentale dal momento che le deroghe erano fino ad ora dedicate soprattutto a casi più specifici (come figli piccoli o gravi condizioni familiari).

Reclutamento, elenchi regionali e nuove opportunità

Il decreto interviene anche sulle modalità di assunzione. A partire dal prossimo anno scolastico saranno attivati elenchi regionali annuali dai quali attingere per le immissioni in ruolo.

Tra gli elementi chiave:

Ogni candidato potrà scegliere una sola regione.

La graduatoria sarà costruita principalmente sui risultati delle prove concorsuali.

Viene data priorità a chi ha sostenuto il concorso nella stessa regione.

Sono inclusi anche gli idonei di procedure precedenti, ampliando la platea degli aspiranti.

Una soluzione che mira sicuramente a velocizzare le assunzioni e a coprire più rapidamente le cattedre vacanti, riducendo il ricorso alle supplenze.

Riforma degli istituti tecnici: più flessibilità e collegamento con il lavoro

Il decreto rafforza l’avvio della riforma degli istituti tecnici, che partirà dall’anno scolastico 26/27. Il nuovo modello prevede un percorso articolato che integra scuola e formazione terziaria professionalizzante, con un collegamento diretto agli ITS Academy. Essi potranno mettere a disposizione delle aziende i propri laboratori tecnologici al di fuori dell’orario delle lezioni.

Questa apertura punta a rafforzare la collaborazione tra formazione e sistema produttivo, favorendo esperienze pratiche per gli studenti, un aggiornamento continuo della tecnologia e nuove risorse economiche per gli istituti.

Personale scolastico e organizzazione, tutte le altre misure

Il decreto introduce anche interventi sull’organizzazione del sistema:

Slitta al 2027/2028 il nuovo ordinamento professionale del personale ATA.

Viene ridotto il numero di unità dedicate al supporto PNRR, ma con nuove risorse economiche per le attività amministrative.

Previste misure specifiche per alcune realtà territoriali, come il rafforzamento delle scuole con la lingua slovena in Friuli Venezia Giulia.

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