SCUOLA & UNIVERSITA'
Niscemi
Nella giornata del 23 febbraio, il Presidente della Repubblica si è recato a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove è avvenuto un incontro che ha avuto un significato che va oltre l’istituzionale. Numerose famiglie, dopo la frana, sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e sono stati molti i giovani a dover sacrificare l’istruzione per via dell’inagibilità degli edifici scolastici; la presenza del Capo dello Stato ha rappresentato un segnale di vicinanza concreta a una comunità ferita.
Sergio Mattarella ha prima svolto un giro dell’area colpita, per poi incontrare amministratori locali, dirigenti scolastici e soprattutto studenti, costretti ad oggi a riorganizzare la loro quotidianità.
Una comunità colpita in modo profondo
La Sicilia è una delle regioni italiane maggiormente esposte al rischio idrogeologico. Secondo gli ultimi dati dell’ISPRA, oltre il 90% dei comuni siciliani presenta aree a rischio frane o alluvioni. Niscemi non fa eccezione: è andata a crearsi, per via del movimento del terreno, una “zona rossa”, portando l’evacuazione di edifici pubblici e privati, tra cui strutture scolastiche.
Evidenziando il problema scolastico, le classi coinvolte sono state temporaneamente accolte in altri plessi, tra cui la scuola Mario Gori dell’istituto comprensivo Giovanni Verga, in uno sforzo organizzativo che ha richiesto rapidità e coordinamento tra scuola e amministrazione comunale.
La scuola oltre l’emergenza
Ciò che viene inserito come centrale è la priorità di garantire la sicurezza. Di conseguenza emerge un’altra esigenza fondamentale: ripristinare la normalità.
Importante è il ruolo della scuola, non è soltanto un luogo d’apprendimento, diviene uno spazio di stabilità emotiva, di relazioni, di continuità educativa. Molti studi hanno mostrato che il ritorno ad una routine, che comprenda anche la parte scolastica, aiuti i giovani a superare il trauma scaturito dalla paura.
La visita del Presidente ha voluto sottolineare la centralità dell’istruzione come diritto costituzionale e come pilastro della coesione sociale.
Investire nella sicurezza scolastica
Il caso riportato di Niscemi serve a riportare l’attenzione su un tema nazionale: la sicurezza degli edifici scolastici. In Italia oltre 40.000 edifici ospitano scuole statali, e una parte significativa si trova in aree classificate a rischio sismico o idrogeologico. Negli ultimi anni sono stati molti gli investimenti svolti, ma episodi come questo dimostrano che la prevenzione deve essere continua e strutturale.
Un segnale che va oltre la cronaca
La giornata trascorsa ha assunto un valore simbolico: in mezzo alle difficoltà, la scuola resta un luogo di futuro.
Il messaggio ricorrente sembra chiaro: l’istruzione non si interrompe. La ricostruzione materiale deve procedere insieme a quella educativa, perché è tra i banchi che si forma la resilienza di una comunità.
La visita del Presidente è stato un vero e proprio richiamo alla responsabilità collettiva: proteggere la scuola significa proteggere il futuro del Paese.
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