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SCUOLA E UNIVERSITA'

Università: l’Italia è quarta in Europa ma perde talenti e fatica a tradurre la ricerca in lavoro

L’Italia è il 4° Paese più rappresentato nella QS World University Rankings: Europe 2026 con 65 atenei.

Luca Baldoni

04 Febbraio 2026, 13:22

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L’Italia è il 4° Paese più rappresentato nella QS World University Rankings: Europe 2026 con 65 atenei.

Il Politecnico di Milano resta il migliore italiano ma scende al 45°; Bologna esce dalla top 50 (59°). Il quadro evidenzia fragilità: forte export di studenti e scarsa attrazione, quasi 100.000 laureati 25-35enni persi in dieci anni, debolezza sull’occupabilità (solo Sapienza nella top 50).

Tra le 51 università già presenti, 14 migliorano, 35 arretrano e 2 sono stabili: tasso netto di calo 41%, quarto più alto in Europa tra i Paesi con almeno 10 atenei. Entrano 14 nuove università (+27%), due nelle prime 500 (Cagliari 482°, Cassino 491°). Spiccano i progressi di Tor Vergata (+17, 150°), Catania (+56, 301°) e Genova (+20, 204°). Padova è 92ª su 958, nel top 10% europeo, consolida il 4° posto nazionale e migliora di circa 3 punti percentuali.

Per Nunzio Quacquarelli (QS), l’Italia è un motore della ricerca e amplia l’offerta in inglese; tuttavia nessun ateneo figura nella top 100 per quota di docenti e studenti internazionali: il Paese invia più talenti di quanti ne attragga. La sfida è trasformare l’eccellenza accademica in lavoro, innovazione e fidelizzazione dei talenti.

Diventa quindi fondamentale non adagiarsi su questo risultato e riprendere seriamente a puntare sulla ricerca promossa e valorizzata che i singoli atenei italiani sul loro territorio possono e devono fare. Il paese deve incentivare con sovvenzioni e progetti di ricerca a medio e lungo periodo gli atenei, i ricercatori e gli studenti meritevoli.

La classifica copre 958 atenei in 42 Paesi con 12 indicatori:

Guida il Regno Unito (129 atenei; 7 nella top 10), seguito da Turchia (107) e Germania (102); in top 10 anche Francia e Svizzera. Oxford sale al 1° posto superando ETH Zurigo; Imperial e UCL al 3°, Cambridge 5°. Il Regno Unito primeggia per reputazione e impatto della ricerca; la Germania per risorse didattiche/rapporto docenti-studenti e reputazione; la Francia per produzione scientifica e collaborazione. La Spagna conta cinque atenei nella top 100 (Barcellona 60°). Gerarchia stabile, senza nuovi ingressi nella top 10.

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