Cronaca
Cinquantatré anni, origine romana - tradita dall’inflessione riconosciuta anche dalla sua ultima vittima - e diversi precedenti, tra i quali alcuni proprio per rapine all’interno di attività commerciali. È l’identikit del rapinatore seriale - con problemi di droga - arrestato in flagranza per tentata rapina aggravata mercoledì sera dagli agenti del commissariato folignate e dai poliziotti della squadra mobile di Perugia, entrati in azione nel bar tabaccheria Di Giacomo di Borgo Trevi, dove l’uomo stava tentando di mettere a segno un nuovo colpo. Il quinto tra quelli andati a segno e quelli tentati in quattro giorni, tra le farmacie Bartoli, La Paciana, un market e un altro bar della città, dietro i quali ci sarebbe la stessa mano “armata”, ora da un paio di forbici, ora da un taglierino, fino alla chiave svita bulloni utilizzata mercoledì sera. Almeno questo lasciano ipotizzare tutti gli elementi emersi fin ad ora nelle indagini della polizia, coordinate dalla procura di Spoleto.
Il blitz a Borgo Trevi e l’arresto in flagranza
Il 53enne, che ora si trova nel carcere di Spoleto, è stato colto in flagranza mercoledì sera quando, poco dopo le 20.30, si era presentato al bar tabaccheria di Borgo Trevi, col volto travisato dal cappuccio della felpa che indossava e una maglietta nera avvolta intorno al viso fino a coprire anche il collo. Bloccato con la chiave svita bulloni ancora in mano, dopo aver appena minacciato il titolare dell’attività. L’uomo era stato avvistato dagli agenti poco prima delle 20 alla guida di un’auto, mentre si aggirava tra Foligno e Trevi. A insospettirli l’incedere del conducente che ora procedeva spedito, ora rallentava come a voler verificare la situazione all’interno dei negozi che, a quell’ora, stavano per abbassare la saracinesca. E la decisione di seguire quell’auto sospetta si è rivelata provvidenziale. Infatti, poco dopo il suo ingresso nel territorio di Trevi, l’uomo ha parcheggiato nei pressi della tabaccheria. Si è coperto il volto con un indumento nero ed è entrato in azione. A condurre i poliziotti al bar tabaccheria Di Giacomo sono state le serrate indagini che da domenica, giorno del colpo alla farmacia Bartoli, avevano visto gli agenti passare al setaccio non solo tutto il territorio cittadino ma anche quello dei comuni limitrofi. Attività che aveva portato anche a stringere il cerchio su quell’uomo solo, che riusciva a muoversi con agilità nelle zone periferiche della città, approfittando del momento in cui i titolari o i dipendenti degli esercizi rimanevano soli, per entrare e ripulire le casse a suon di minacce con un’arma in mano.
Il titolare del bar Di Giacomo: “Grazie alla polizia”
Al bar tabaccheria di Marco Di Giacomo, il 53enne si è presentato poco dopo le 20.30, con in testa il cappuccio della felpa e il volto coperto da “una specie di maglietta nera, strappata”, spiega il titolare. “La serranda era mezza abbassata - racconta - La mia collaboratrice stava pulendo, io ero alla cassa: lui è entrato con in mano una di quelle chiavi che si usano per svitare i bulloni delle ruote delle auto, e mi ha detto ‘buona sera, apri la cassa e dammi i soldi’ per poi dire alla ragazza di stare ‘tranquilla’. Io - aggiunge - inizialmente non sapevo se fosse uno scherzo ma quando ho visto la chiave che portava in mano ho realizzato che era una rapina, fortunatamente subito sono entrati i poliziotti che lo hanno fermato”. Ed è a loro che va il più grande ringraziamento di Marco: “Sono stati davvero bravi, puntuali, attenti - dice - sono entrati esattamente nel momento giusto. E per questo voglio complimentarmi con gli agenti del commissariato e della squadra mobile”.
I colpi da domenica: tre a segno, due tentati
Anche se mancano conferme ufficiali sulla mano comune dietro la raffica di colpi registrati in città da domenica, tutti gli elementi per ora, dalle dinamiche fino anche a dettagli come l’accento romano e la barba riconosciuta da alcune delle vittime delle rapine, lascerebbero pochi dubbi sul fatto che dietro i cinque episodi ci sia lo stesso autore. Per ricordarli: ad aprire la serie domenica nel primo pomeriggio era stata la rapina alla farmacia Bartoli dove il ladro si era presentato con il volto travisato e armato di forbici, intimando alla dipendente di consegnargli l’incasso; idem lunedì mattina alla farmacia La Paciana, dove ha fatto lo stesso con le titolari e la collaboratrice alla cassa - qui indossando un caschetto e con il volto coperto da un indumento scuro - ma armato anche di cacciavite; quindi martedì, quando nel mirino erano finiti un bar della periferia cittadina da cui era fuggito con un bottino di un centinaio di euro e un market, dove però non era riuscito a completare l’impresa. In entrambi i casi l’arma usata era stato un taglierino (in questi ultimi tre colpi erano intervenuti i carabinieri della compagnia cittadina).
Il ringraziamento del sindaco Zuccarini
Il sindaco Stefano Zuccarini ha espresso in una nota il proprio “ringraziamento e un sentito plauso” agli agenti della polizia di Stato “per la brillante operazione che ha portato ad arrestare in flagranza il rapinatore che in questi giorni ha rapinato a mano armata farmacie e bar di Foligno. Grazie ad un capillare controllo del territorio, le forze dell’ordine hanno dimostrato anche questa volta mirabile professionalità”. Dal sindaco anche il ringraziamento ai carabinieri della compagnia “per la preziosa sinergia”.
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