Venerdì 24 Aprile 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Cronaca

Raffineria di cocaina nella villa a Foligno: restano in carcere madre e figlio rumeni e il colombiano "chimico" del laboratorio clandestino

I tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip che ha confermato la custodia cautelare in carcere. Nella villa-laboratorio a Sant'Eraclio vivevano la 47enne con il figlio di 27 anni

Giulia Silvestri

24 Aprile 2026, 13:35

Raffineria di cocaina a Foligno: restano in carcere madre e figlio rumeni e il colombiano "chimico" del laboratorio clandestino

La villa trasformata in laboratorio clandestino per la raffinazione della cocaina

Restano in carcere i due cittadini rumeni, madre e figlio di 47 e 27 anni e il 44enne colombiano accusati di aver allestito una raffineria di droga in una villa di Foligno, dove i carabinieri del Ros con i colleghi del comando provinciale di Perugia e della compagnia folignate hanno trovato quasi 8 chili di cocaina e la strumentazione utilizzata per raffinare la sostanza. Tutti e tre questa mattina sono comparsi davanti al gip del Tribunale di Spoleto per l'interrogatorio di garanzia, scegliendo la linea del silenzio: tutti si sarebbero infatti avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al giudice che, all'esito degli interrogatori ha convalidato gli arresti e confermato la misura della custodia cautelare in carcere, a Capanne e Maiano, dove i tre erano stati già trasferiti dopo l'arresto. Tutti e tre sono accusati di produzione, raffinazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Il fascicolo è in mano al sostituto procuratore Vincenzo Ferrigno.

In base a quanto emerso finora, nella villa che sorge nella frazione di Sant'Eraclio, risiedevano da tempo - in affitto - la 47enne con il figlio, mentre il colombiano di 44 anni si sarebbe trasferito in città solo da poco. E sarebbe stato proprio quest'ultimo il "chimico" del laboratorio artigianale e clandestino dove veniva trasformata la pasta di coca grezza in cocaina cloridrato. Qui dove gli inquirenti hanno trovato circa 7,4 chili di cocaina lordi - fra quella già lavorata e quella ancora in pasta grezza -, varie tipologie di solventi chimici e attrezzature utilizzate per la lavorazione della droga, tra cui una pressa idraulica per realizzare panetti da un chilo e alcuni grandi recipienti con un impasto di miscela solvente e cocaina ancora in soluzione. Materiale tutto sequestrato dai carabinieri insieme ai cellulari dei tre e altra documentazione rinvenuta nella raffineria, tra cui spiccano due manuali, in spagnolo e in italiano, con su scritte le procedure dettagliate per l'estrazione e la lavorazione della cocaina in pasta.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie