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Cultura

Foligno, le opere di Federico Zeri alla biblioteca "Dante Alighieri": il dono del libraio Giovanni Carnevali

Trentaquattro titoli, tra libri scritti o dedicati allo storico dell’arte tra i più importanti del ’900 donate dal titolare dell'Editoriale Umbra: “Siano riferimento per gli studiosi”

Giulia Silvestri

22 Aprile 2026, 10:47

L'86enne libraio dell'arte Giovanni Carnevali: "Custodisco storia e cultura in 150 mila volumi"

Giovanni Carnevali ha donato alla biblioteca comunale di Foligno 34 opere di Federico Zeri tra libri scritti o dedicati allo storico dell'arte

Trentaquattro opere firmate o dedicate al celebre storico dell’arte Federico Zeri. È un fondo unico quello che oggi arricchisce il patrimonio della Biblioteca comunale “Dante Alighieri” di Foligno grazie alla generosità di un folignate che dei libri d’arte ha fatto, si può dire, una missione di vita. Lui è Giovanni Carnevali, titolare della libreria Editoriale Umbra, un vero gioiello culturale nel cuore della città, in via Pignattara, che da decenni si è imposto come un punto di riferimento per appassionati, studiosi e collezionisti del territorio e del mondo.

Delle sue stanze tra gli scaffali stipati di volumi, un assiduo frequentatore è stato proprio lo storico dell’arte Federico Zeri, considerato tra i più influenti del secolo scorso, scomparso nel 1998. Delle sue opere, raccolte negli anni, puntuale a ogni “novità” pubblicata, Carnevali ha voluto fare dono alla città, destinando questo ricco patrimonio alla storica istituzione culturale folignate. Un dono che si aggiunge a quello di un video di una lezione di storia dell’arte di Zeri, curato da Nino Crescenti, acquistato da Carnevali e donato alla Biblioteca “Jacobilli”: “Due biblioteche di riferimento per la città che devono essere riferimento più ampio per gli studiosi” sottolinea Carnevali, evidenziando l’importanza delle opere e della loro conoscenza.

Trentaquattro i titoli donati, che comprendono il vhs “Conoscere e capire l’arte. Leonardo” dedicato a Da Vinci, e trentatré pubblicazioni, tra opere dell’autore come “Il Maestro di Eggi”, “Diario marchigiano”, “Arte e sacralità. Salvaguardia e tutela”, “La costellazione del falso”, solo per citarne alcuni, e scritti a lui dedicati, come “Venti modi di essere Zeri”, “Federico Zeri. L’enfant terrible della Tv italiana” o “La pittura italiana nella fototeca Zeri”. Un vero patrimonio alla “Dante Alighieri” dove studiosi, appassionati o semplici curiosi possono immergersi per scoprire o riscoprire il lavoro di uno dei più eminenti conoscitori dell’arte del Novecento. “Ho sempre conservato una copia delle novità di Zeri - racconta Carnevali - sono libri rari, quasi introvabili. Li ho raccolti e ora ho voluto donarli per ricordare questo grande personaggio la cui conoscenza mi ha stimolato ad approfondire e a inserirmi in questo settore molto particolare dei libri d’arte”.

Dietro questa donazione, c’è, infatti, la storia di un’amicizia nata e nutrita tra gli scaffali, al ritmo di una comune passione per la carta stampata e per la bellezza. Un rapporto nato più di quarant’anni fa, nel 1980, in seno alla casa editrice Ediclio, promossa da Carnevali e un manipolo di folignati appassionati. “La professoressa Raffaella Trabalza propose di ristampare Gnoli. Pittori e miniatori dell’Umbria, un libro molto importante, e volle chiedere la presentazione di Zeri che lo apprezzava moltissimo. Così andammo a Mentana dove risiedeva, lo conobbi e nacque un rapporto per cui quasi ogni mese veniva a Foligno, veniva in libreria e andavamo a cena insieme nei vari ristoranti della città e del territorio”.

Tramite Carnevali lo storico entrò in contatto anche con le istituzioni cittadine, dal Comune alla Fondazione Cassa di Risparmio alla Biblioteca comunale: “Scrisse anche una serie di articoli su La Stampa di Torino che ricordano le sue visite e il fascino delle ricchezze artistiche della città”. A ricordare la frequentazione dello storico dell’arte della libreria oggi è una targa dorata che campeggia all’ingresso del negozio: “A Federco Zeri che sostava in queste stanze con insaziata curiositas”.

Carnevali lo ricorda come “una persona straordinaria”, così come ricorda la grande “casa-museo” di Zeri con la sua biblioteca “immensa”, visitata più volte, e la sua “memoria visiva eccezionale” per la quale ricordava esattamente la posizione di qualsiasi volume in ogni stanza. Ma anche le numerose fiere del libro condivise: “A Francoforte e a Torino siamo stati insieme diverse volte - prosegue - lo accompagnavo negli stand dove tutti lo conoscevano, soprattutto in quelli stranieri”.

Un’amicizia, una passione condivisa, che ha inciso anche sul percorso di Carnevali: “Proprio il contatto con Zeri e con un altro storico dell’arte straordinario, il professor Bruno Toscano mi hanno stimolato moltissimo ad approfondire e a specializzarmi in un settore molto particolare, quello dei libri d’arte”. Una strada intrapresa ormai quasi trent’anni fa e coltivata attraverso viaggi ed esperienze in tutta Europa e non solo, alla ricerca di opere rare che oggi fanno dell’Editoriale Umbra un punto di riferimento nel mondo. Un dialogo che oggi continua a vivere con la Fondazione Federico Zeri, con la quale Carnevali è in stretto contatto. E ora un nuovo omaggio alla sua memoria, con la donazione delle 34 opere che da piccolo fondo privato diventano un’eredità preziosa per la comunità che alla “Dante Alighieri” oggi può leggere l’arte attraverso gli occhi di un maestro.

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