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Foligno, il rettore De Cesaris a Festa di Scienza e Filosofia: “La guerra non è ineluttabile. Ciascuno viva la responsabilità di costruire pezzi di pace

L’intervento del rettore dell’Università per Stranieri tra cultura ed estetica del conflitto e voci di pace e dialogo

18 Aprile 2026, 13:25

Foligno, De Cesaris a Festa di Scienza e Filosofia: “La guerra non è ineluttabile. Ciascuno viva la responsabilità di costruire pezzi di pace

“La guerra non è ineluttabile. Ciascuno viva la responsabilità di costruire pezzi di pace”. È il messaggio lanciato dal rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Valerio De Cesaris, tra i relatori della giornata inaugurale della XV edizione di Festa di Scienza e Filosofia - Virtute e Canoscenza. Nella cornice dell’Oratorio del Crocifisso, De Cesaris ha portato alla kermesse un tema caldo, approfondendo nel suo intervento il fenomeno della cultura ed estetica della guerra forgiata nel secolo scorso da compagini governative, intellettuali e artisti, insieme al suo contrappunto, ovvero le voci di pace e dialogo che in molti luoghi d’Europa si sono levate in risposta alla glorificazione delle armi.

Un’analisi che ha preso le mosse dalla Prima guerra mondiale e analizzando quella “cultura bellica” che all’epoca aveva contagiato tanti intellettuali europei, arrivati ad esaltare il conflitto estremo come “bello” e “rigeneratore”. Tra i temi sottolineati dal rettore della Stranieri la sacralizzazione della guerra, attraverso l’utilizzo del linguaggio religioso all’interno dell’ideologia nazionalistica, e il declino della prospettiva multilaterale nella quale le Nazioni Unite indicavano la possibilità di preservare le giovani generazioni dai conflitti.

A questo lo storico ha contrapposto l’esempio di molti testimoni di pace del ventesimo secolo, da Bertrand Russel a Franz Kafka, da Maria Montessori ad Aldo Capitini passando per Freud e Ghandi, evidenziando come la voce del singolo può farsi forza collettiva con “l’arma” delle idee e del dialogo.

Infine, un messaggio potente. De Cesaris ha opposto al rischio di sentirsi irrilevanti di fronte agli enormi poteri tecno-finanziari e politici odierni il ruolo che ciascuno può avere nel costruire nella sua vita quotidiana “piccoli pezzi di pace”, non rimanendo indifferente alla sofferenza di chi subisce la guerra e aiutando concretamente il prossimo con gesti di solidarietà.

Numerose le domande sollevate dal pubblico, con riferimenti diretti alla difficile situazione attuale, ma anche all’educazione scolastica e all’urgenza di portare lo studio dei pensatori non violenti nei programmi didattici. La conferenza del rettore dell’Università per Stranieri, come detto, è stata tra quelle che giovedì hanno inaugurato la prima giornata di Festa di Scienza e Filosofia, che proseguirà fino a domani con decine di appuntamenti in ogni angolo della città.

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