Attualità
La direttrice della Caritas Carmen Comisi con il vice Andrea Ghiddi e la responsabile del centro di ascolto, Gioia Pollice
Cresce il numero di persone in difficoltà. Di chi fatica ad assicurarsi un pasto, a riempire il carrello della spesa, e a far quadrare i conti, sempre più salati al punto da rendere una sfida anche la possibilità di assicurarsi un tetto. Sono cittadini, uomini e donne, giovani e adulti, che afferrano la mano tesa dalla Caritas diocesana. Un faro di speranza e sostegno concreto che oggi vuole esserci ancora di più.
Su questo ha le idee chiare la nuova direttrice Carmen Comisi, già 30 anni di impegno in Caritas, che con il vice Andrea Ghiddi, ha raccolto il testimone di don Cristian Bogdan: "Vogliamo andare oltre il concetto che la Caritas sia solo offrire un pasto o consegnare un pacco di generi alimentari: la carità è molto di più, è relazione, prendersi cura l’uno dell’altro" spiegano, annunciando l’obiettivo di "essere sempre più presenti sul territorio".
Un intento che ha già dato tra i primi frutti l’apertura - tre mesi fa - di una nuova sede, dove fa base anche il centro di ascolto, in via Gentile da Foligno: "Da quando siamo qui, c’è un continuo via vai di persone" spiega Comisi "che vengono per chiedere aiuto, ma non solo economico: questo è il bello di essere presenti, farsi accanto all’altro che supera il classico aiuto materiale". Anche quello non manca, ovviamente, e in tal senso si pone anche il nuovo Emporio della solidarietà aperto al Centro Fratelli Tutti di viale Ancona, in aggiunta a quello di piazza San Giacomo: "Sempre per essere ancora più presenti, creare nuovi presidi nel territorio".
L’intento è potenziare la presenza con una rete capillare attraverso le parrocchie, soprattutto dopo il nuovo assetto con la nomina dei nuovi parroci, e in sinergia con gli uffici pastorali: "Stiamo potenziando la presenza laddove già esisteva e lavorando per rimettere in piedi l’attività in ogni parrocchia" spiegano Comisi e Ghiddi "per far sapere a tutte le comunità che la Caritas c’è, e sensibilizzare le persone a un’attenzione l’una verso l’altra. Per questo servono formazione, che stiamo portando avanti, ma anche volontari: stiamo puntando sui giovani e un canale privilegiato è il servizio civile universale per il quale quest’anno ci sono 14 posti".
Il contatto con le persone è la via maestra, e il termometro delle difficoltà che fronteggiano i cittadini. A parlare come sempre sono i numeri: "Le persone che hanno bisogno sono in forte aumento" spiegano "la mensa solo nei primi tre mesi dell’anno ha registrato 17 mila accessi, siamo passati da una 60ina di pasti giornalieri a un centinaio". Numerosi anche quelli che si rivolgono agli empori per la spesa e al vestiario per abbigliarsi. Cresce poi l’emergenza abitativa. "Sono tante le richieste soprattutto di giovani tra i 20 e i 40 anni, senza fissa dimora" aggiunge Gioia Pollice, responsabile del centro di ascolto "Nei primi tre mesi sono state già una trentina. Prima arrivavano perlopiù dagli over 60".
"E c’è un forte aumento degli italiani" aggiunge Comisi spiegando come insieme al mondo a cambiare siano anche le povertà. "La povertà energetica è una di quelle più grandi, con le famiglie che non riescono a pagare le bollette nonostante un membro del nucleo lavori. Per questo tra le attività che stiamo proponendo c’è anche l’accompagnamento e l’orientamento nella gestione delle finanze anche sotto il profilo alimentare ed energetico". Poi c’è l’emergenza abitativa. "Molti faticano a trovare una casa" aggiunge Ghiddi "anche se hanno il denaro, o se sono coppie con entrambi che hanno un lavoro, spesso per la paura un domani non possano pagare l’affitto".
Ma ci sono anche povertà non materiali, sono relazionali. "Soprattutto per i giovani, - aggiunge Comisi - abbiamo famiglie che ci chiedono aiuto per la vita sociale dei figli, e questo anche perché la tecnologia ha isolato molte persone. Così come per mettere in relazione i ragazzi con disabilità".
Un impegno insomma a tutto tondo per rispondere concretamente alle fragilità, che la Caritas intende potenziare ancor di più. "L’obiettivo fondamentale è essere presenti sul territorio" concludono "Continueremo a fare rete e a percorrere varie strade anche per capire, a partire dal quotidiano, come coinvolgere sempre più la comunità e intervenire".
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